mercoledì 28 febbraio 2018

martedì 27 febbraio 2018

#AccaddeOggi: Oscar a "Rebecca la prima moglie".



Il 27 febbraio 1941, nel corso della 13° edizione della cerimonia degli Oscar, il film "Rebecca la prima moglie", di Alfred Hitchcock, vinse due Oscar: quello come miglior film e quello per la miglior fotografia in bianco e nero a George Barnes. 

Tratto dall'omonimo romanzo di Daphne du Maurier, il film è interpretato da Laurence Olivier e Joan Fontaine.

A Montecarlo una giovane dama di compagnia sposa Massimo de Winter: ma quando la coppia si trasferisce a casa del ricco e vedovo, la neo moglie scopre che la defunta moglie Rebecca è, in qualche modo, ancora tra loro. La governante, infatti, vive nell'ossessione di Rebecca, morta qualche anno prima in un incidente con lo yacht. Il "fantasma" della prima moglie è dappertutto: nelle foto, nei ricordi, nei pensieri... e la giovane sposa si sente inferiore. A poco a poco vengono fuori misteri e particolari inquietanti... 

La prima del film ebbe luogo il 2 aprile 1940. Scelto come film di apertura al primo Festival internazionale del cinema di Berlino nel 1951, nel 1940 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell'anno.






lunedì 26 febbraio 2018

Sotto a chi legge: Tropico del cancro, di Henry Miller



Tropico del Cancro è il primo romanzo scritto da Henry Miller, pubblicato per la prima volta nel 1934 dalla Obelisk Press a Parigi. Negli Stati Uniti venne pubblicato per la prima volta nel 1961 dalla Grove Press, e portò ad un processo per oscenità che spinse ad applicare e/o rivedere le leggi americane sulla pornografia degli anni sessanta. Il romanzo divenne famoso, oltre che per la sua franca e spesso dettagliata descrizione del sesso, anche per la prosa colta ed elaborata che lo fanno considerare da molti come un importante capolavoro della letteratura del ventesimo secolo.

Il romanzo verrà recensito nella nuova puntata di "Sotto a chi legge", in onda martedì alle 9:30 e mercoledì alle 19:15.


Dan Arres e i complessi degli anni Sessanta nella nuova puntata di "Dal fonografo al microsolco"


"Dal fonografo al microsolco" da questa settimana ritorna con la conduzione classica Baldino-Alba.

Tra gli artisti in scaletta, troviamo Dan Arres, il "misterioso" figlio del tenore Daniele Serra, al quale abbiamo recentemente dedicato una pagina sul nostro sito (www.ildiscobolo.net/biografia/danarres). 
Ascolteremo poi Meme Bianchi, Jula de Palma e, per gli anni Sessanta rivivremo l'epoca dei complessi: Equipe 84, Dik Dik, New Trolls e Camaleonti.

La sigla finale sarà quella di una vecchia edizione di Domenica In, ricordando Franco Califano.

Come sempre, la trasmissione andrà in onda:

- martedì alle 10
- mercoledì alle 14:30
- giovedì alle 18 
- venerdì alle 21



domenica 25 febbraio 2018

Teatro in radio: "L'avvenimento", di Diego Fabbri.


"L'avvenimento" è un dramma religioso in due atti, scritto nel 1967 da Diego Fabbri, drammaturgo, sceneggiatore e saggista romagnolo, nato nel 1911 e morto nel 1980. 

L'opera è un dramma corale-evangelico, costruito sull'interferenza di un "piano reale" (quello che accade: una banda di ladri ha svaligiato un santuario e, braccata, ripara - uomini e donne - in uno scantinato di periferia) e un "piano storico" (ciò che è accaduto, secondo il Nuovo Testamento e gli Apocrifi, quando, morto Gesù, la banda degli apostoli - uomini e donne - si rifugiò nel cenacolo). L'incrocio dei due piani è audace e rischioso, ma coerente con l'ideologia di Fabbri, per il quale la vita dell'"uomo nuovo" è una costante verifica dell'avvenimento, della Risurrezione di Cristo come chiave del mondo; e la "presenza di Dio" lavora con fantasia, misteriosamente, al di là dei nostri ragionevoli calcoli. La conclusione dell'Avvenimento, concitata e fortemente drammatica, indica col suo appello alla violenza ("il regno dei cieli si conquista con la forza") la legittimità della difesa, quando la libertà di coscienza venga ad essere pericolosamente minacciata. (www.treccani.it)

La ascolteremo domenica 25 e lunedì 26 alle ore 21, in una versione del 1968 interpretata da Giancarlo Zanetti e Ilaria Occhini. 


sabato 24 febbraio 2018

Varietà varietà, tra i protagonisti anche la storica voce dell'Orso Yogi, Francesco Mulè


Tra i protagonisti della prossima puntata di "Varietà Varietà"  ci sarà Francesco Mulè, attore e doppiatore romano, scomparso nel 1984 all'età di 58 anni. 



Di Mulè si ricorda la sua partecipazione a "Carosello", con lo spot della Birra Peroni. Ne vediamo uno delle serie "miraggi".




Ma Mulè è famoso anche per aver dato la voce a un grande personaggio dei cartoni animati: Yogi, l'orso golosone con l'abitudine di rubare i cestini da picnic nel Parco di Yellowstone. 
In "Varietà Varietà" lo ascolteremo recitare al fianco dell'attrice Giovanna Ralli.

- domenica 25 alle 10
- sabato 3 marzo alle 18

giovedì 22 febbraio 2018

"Sonetti del Belli" letti dai doppiatori lunedì 19 marzo a Roma



Giuseppe Gioacchino Belli-Sonetti (Società editrice Dante Alighieri), a cura di Elia Iezzi e Angelo Maggi. Prefazione di Marcello Teodonio
1250 sonetti romaneschi tra i più attuali, raccolti antologicamente e recitati dalle più autorevoli voci del doppiaggio italiano.
Direzione artistica: Marco Mete
Montaggio, scelta musicale e sonorizzazione: Elia Iezzi
Registrazione sonora: La BiBi.it

L'evento avrà luogo lunedì 19 marzo alle ore 21, al Teatro Belli, Piazza di Sant’Apollonia 2 - Roma

Belli al Belli: nel cuore di Trastevere, luogo scenico della romanità tout court, i sonetti romaneschi del più acclamato poeta-cantore vernacolare della Città Eterna interpretati in anteprima da alcuni dei più prestigiosi doppiatori italiani …
Una serata in onore di Giuseppe Gioachino Belli in compagnia di:

Mino Caprio (Peter Griffin)
Chiara Colizzi (Nicole Kidman)
Massimo Corvo (Silvester Stallone)
Luca dal Fabbro (Steve Buscemi)
Francesca Fiorentini (Gwyneth Paltrow)
Angelo Maggi (Tom Hanks)
Ludovica Modugno (Glenn Close)
Marco Mete (Kevin Bacon)
Alessandro Quarta (Ethan Hawke)
Alessandro Rossi (Arnold Schwarzenegger)
Marina Tagliaferri (Annette Bening)

Interverranno anche:
Mauro Spinelli (Società Editrice Dante Alighieri) 
Marcello Teodonio (autore della prefazione all’opera)

Dati i posti limitati si prega di confermare entro il 15 marzo 2018

Tra musica e parole: omaggio a Luigi Tenco



Domani, venerdì 23, alle ore 9:30 e sabato 24 alle 19:15 andrà in onda "Tra musica e parole. Omaggio a Luigi Tenco", breve storia della vita personale e artistica del grande Luigi Tenco. Dalle origini piemontesi al tragico suicidio a Sanremo, passando per i successi e il tormentato amore con Dalida.

Un appuntamento imperdibile, sia per chi ama il giovane cantautore dall'aria triste, sia per chi ancora non lo conosce. 


lunedì 19 febbraio 2018

Sotto a chi legge: "Il decimo dono" di Jane Johnson


Che cosa lega tra loro i destini di due donne lontane nel tempo? Una, Catherine, ha solo diciannove anni quando viene rapita e fatta schiava dai corsari berberi nel luglio del 1625, l'altra, Julia, è una ragazza dei giorni nostri, con una complicata e dolorosa situazione sentimentale. Tra Inghilterra, Cornovaglia e Marocco, tra passato e presente, i percorsi di vita delle due donne sì incroceranno più vote, in modi inattesi e sorprendenti, cosi come sorprendente e inatteso è l'amore che cambierà per sempre le loro esistenze...

- martedì alle 9:30
- mercoledì alle 19:15

Roma ricorda Alberto Sordi a 15 anni dalla scomparsa.




Il 24 febbraio del 2003 moriva Alberto Sordi
A quindici anni di distanza, l’Università Roma Tre lo ricorderà al Teatro Palladium sabato 24 febbraio alle ore 20,30 con una serata curata da Christian Uva e Vito Zagarrio. Ad aprire l’evento sarà Enrico Vanzina, figlio di Steno, che introdurrà un montaggio di sequenze di film del padre interpretati dal grande attore romano. 
Seguirà la proiezione del documentario “Alberto il grande” (80’, 2013) di Carlo e Luca Verdone, alla presenza di Luca Verdone e Alberto Crespi

L’iniziativa conclude la doppia giornata di studi, proiezioni ed incontri dal titolo Alberto Sordi nella storia dello spettacolo italiano. Cinema, radio, televisione, varietà, realizzata in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza e il Centro di produzioni audiovisivi dell’Università degli Studi Roma Tre, di cui di seguito il programma:

Venerdì 23 febbraio 
Giornata di studi a cura di Andrea Minuz e Christian Uva presso “Sapienza” Università di Roma - Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo (AULA LEVI) Via dei Volsci, 122

Ore 9 
Apertura dei lavori 
Andrea Minuz (“Sapienza” Università di Roma)
Christian Uva (Università Roma Tre)

Ore 9,30
Alberto Sordi: maschere, voci, raffigurazioni di un italiano
chair : Stefania Parigi (Università Roma Tre)
Andrea Bini (American University of Rome) | Alberto Sordi, ovvero: la psicopatologia dell’italiano medio
Gabriele Gimmelli (Università di Bergamo) | Il domatore e la belva. Alberto Sordi secondo Mario Monicelli
Denis Lotti (Università di Padova) | Gastone. Una maschera e tre volti. Bonnard, Sordi e il passaggio del testimone “divistico” tra muto e sonoro
Francesca Cantore (“Sapienza” Università di Roma) | «Anche se non lo sa, lei è uno di noi!». Analisi della ricezione di "Una vita difficile"
Carlotta Guido (“Sapienza” Università di Roma) | «Lei parla male»: Alberto Sordi e l’arte del doppiaggio come pratica storica e personale
Gabriele Landrini (“Sapienza” Università di Roma) | «La vera vita è quella del sogno». Come Alberto Sordi ha raccontato l’editoria popolare
Matteo Pollone (Università di Torino) | Sordi disegnato: Alberto Sordi tra caricatura, illustrazione e fumetto. 

Ore 12,30
Keynote speaker
Mariapia Comand (Università di Udine)
Alberto Sordi, il corpo del comico

Ore 15
La circolazione internazionale dell’immagine di Alberto Sordi: modelli, stereotipi, ricezione critica
chair : Massimo Scaglioni (Università Cattolica, Milano)
Dom Holdaway (Università di Bologna) | «Too parochial to travel well»: Sordi e la cultura britannica
Valerio Coladonato (American University of Paris) | Cugini lontani: Sordi e il boom visti dalla Francia
Damiano Garofalo (Università Cattolica, Milano) | Tra mafia e boom: la circolazione contemporanea di Sordi negli Stati Uniti

Ore 16,30
Tavola rotonda
Intervengono: Laura Delli Colli (SNGCI – Fondazione Cinema per Roma), Mariarosa Mancuso (Il Foglio), Emiliano Morreale (“Sapienza” Università di Roma), Vito Zagarrio (Università Roma Tre)
Coordinano: Andrea Minuz e Christian Uva

Sabato 24 febbraio
Incontri e proiezioni
a cura di Christian Uva e Vito Zagarrio presso Università Roma Tre Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, 8




sabato 17 febbraio 2018

La grande prosa: due giorni con Tennesse Williams



Domenica 18 alle ore 21 Radio Il Discobolo trasmetterà "Chissà cosa succederà domani", opera di Tennesse Williams, registrata nel 1982 e interpretata da Elisa Albani ed Ennio Balbo

Lunedì 19, sempre alle 21, sarà protagonista ancora Williams, con "La lettera d'amore di Byron", atto unico in una versione del 1976 con Piera degli Esposti. 


mercoledì 14 febbraio 2018

Gran Galà con Delia Scala.



Radio Il Discobolo continua a proporre le puntate del mitico Gran Galà: dopo  le puntate condotte da Mina, trasmettiamo ora Delia Scala.

La trasmissione va in onda:

- mercoledì alle 10
- giovedì alle 14:30
- venerdì alle 18
- sabato alle 21



martedì 13 febbraio 2018

Il Commissario Maigret a Wikiradio



Il 14 febbraio 1965 si concludeva la prima serie dello sceneggiato televisivo "Le inchieste del Commissario Maigret". La regia era di Mario Landi e Maigret era interpretato da Gino Cervi.  La serie ebbe così tanto successo che la Rai si affrettò a produrne altre; furono girati in tutto 35 episodi, che proseguirono fino al 1972, quando Gino Cervi, che ormai aveva 70 anni, fu giudicato troppo vecchio per andare ulteriormente avanti. La prima serie è quella che rispetta maggiormente l'ambientazione storica dei romanzi e dei racconti di Georges Simenon.
Per una singolare coincidenza, nello stesso anno 1972 in cui venne mandato in onda l'ultimo episodio della serie tv, che, come visto, è proprio quello nel quale Maigret va in pensione, si assistette anche al ritiro dalle scene di Gino Cervi e alla pubblicazione dell'ultimo romanzo con Maigret protagonista (Maigret e il signor Charles).
Ne parlerà Wikiradio di mercoledì 14 febbraio, ore 11:30.








Mata Hari a Wikiradio (Accadde Oggi: la spia olandese arrestata)


Sarà la spia olandese Mata Hari la protagonista della puntata di Wikiradio in onda martedì 13 alle 23:30.

Il 13 febbraio 1917 Mata Hari venne arrestata a Parigi, nella sua camera dell'albergo Elysée Palace. Da tempo era tenuta sotto controllo dal servizio di controspionaggio francese. Sottoposta a processo, fu uccisa il 25 ottobre dello stesso anno. 

www.ildiscobolo.net
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www.biografieonline.it

lunedì 12 febbraio 2018

Sotto a chi legge: "Vergine giurata" di Elvira Donas


Sarà "Vergine giurata" di Elvira Dones il libro di questa settimana della trasmissione "Sotto a chi legge".

Hana abbandona gli studi universitari che, piena di curiosità e di entusiasmo, aveva da poco iniziato all’Università di Tirana per tornare a vivere sulle montagne del Nord dell’Albania, nella casa dello zio che l’ha cresciuta dopo la morte dei genitori e che adesso è vedovo e malato. Un atto d’amore e di gratitudine che assume i tratti di uno spaventoso olocausto di sé quando Hana, che si rifiuta di accettare il matrimonio combinato che permetterebbe allo zio di morire in pace ma che costringerebbe lei a rinunciare alla propria indipendenza, pensa che l’unica via di uscita sia diventare una Vergine giurata: una di quelle donne, cioè – la cui esistenza è prevista dal Kanun albanese –, che decidono di farsi uomini e di rinnegare la propria femminilità. L’onore della famiglia è salvo, lo zio è fiero di lei e finalmente libero di arrendersi alla malattia che lo divora. Hana ama i libri sopra ogni cosa, è appassionata, sensibile. E a Tirana aveva appena scoperto di essere innamorata. Nella cupa solitudine delle montagne si abbrutisce e si imbruttisce per sopravvivere alla fatica, al freddo, allo sconforto. Finché la cugina Lila, emigrata tanti anni prima negli Stati Uniti, non riesce a convincerla a infrangere il giuramento.

La storia di una donna albanese che sacrifica la sua femminilità per essere libera, e poi sacrifica il proprio onore per tornare a essere donna. Senza mai azzerare il suo cuore.

"Vergine giurata", uscito nel 2009, nel 2015 è diventato un film.

"Sotto a chi legge" va in onda:

- martedì alle 9:30
- mercoledì alle 19:15

Tre voci per due settimane di "Fonografo"



Per due settimane a condurre "Dal fonografo al microsolco" sarà un grande terzetto: Massimo Baldino, Sandro Alba e Giacomo Schivo.

Cosa ci racconteranno e cosa ci faranno ascoltare queste tre grandi e amatissime voci? Non vi resta che sintonizzarvi su Radio Il Discobolo:

martedì 13 e 20 alle 10
mercoledì 14 e 21 alle 14:30
giovedì 15 e 22 alle 18
venerdì 16 e 23 alle 21

La grande prosa: "Il potere e la gloria", di Graham Greene



L'appuntamento di lunedì 12 (ore 21) con la grande prosa in radio, è con "Il potere e la gloria", adattamento teatrale dell'omonimo libro di Graham Greene del 1940.

Scritto a seguito del suo viaggio in Messico, racconta di un prete vittima della persecuzione anticattolica, è un libro che ha destato scandalo e che è stato causa di un vivace dibattito all'interno della Chiesa Cattolica, poiché il protagonista è dedito all'alcool e ha avuto anche una figlia. Il libro, pur fatto oggetto di indagine da parte del Sant'Uffizio, non fu mai messo all'Indice, anche grazie all'intervento dell'allora cardinal Montini (futuro papa Paolo VI), che manifestò apertamente la sua stima nei confronti dell'autore.

Alla fine, Greene sintetizzò così la vicenda: «il prezzo della libertà, anche nella Chiesa, è l'eterna vigilanza, ma io mi domando se uno qualsiasi degli Stati totalitari, sia di destra o di sinistra, mi avrebbe trattato con la stessa gentilezza».

L'adattamento teatrale trasmesso è del 1955 e interpretato da Aroldo Tieri, Ivo Garrani e Gastone Moschin.



Sanremo 2018: spunti e riflessioni.


Aldilà delle canzoni, che dovrebbero essere teoricamente l’unico motivo di interesse, anche questa edizione del Festival lascia in eredità argomenti di discussione. Partiamo dal fondo, dall'epilogo naturale della competizione, ossia la canzone vincitrice. Fatta salva l’indiscussa bravura del duo Meta/Moro, due cantautori e compositori tra i migliori in circolazione in casa nostra, la querelle sul plagio del loro brano lascia uno strascico sull'opportunità di sorvolare davanti ad un episodio del genere. Certo, ci sono argomenti più importanti dei quali parlare, tipo la rovente campagna elettorale o i fatti truculenti di cronaca ma Sanremo è ben più di una gara popolare, questo da sempre.

Di positivo, l’edizione numero sessantotto ci lascia un dato ormai consolidato, ovvero l’ormai evidente sdoganamento della tipologia di pubblico presente all’evento. Fino a pochi anni fa, le serate festivaliere erano una passerella quasi esclusiva per personaggi pubblici ed anche politici che esibivano, come uno status-symbol, l’occupazione della prima fila davanti al palco. Forse mai come quest’anno, si è assistito alla rivincita del popolo pagante, categoria che ha partecipato alla kermesse impadronendosi del Teatro, in questo sì è stato un sessantotto. 

La conduzione di Claudio Baglioni è stata senza infamia e senza lode, il popolare cantante romano ha brillato in particolare per i duetti interpretati con i vari ospiti, delegando la vera presentazione alla strana coppia Hunziker-Favino. Strana coppia perché il contrasto tra il poliedrico attore e la soubrette elvetica è stato stridente. Pierfrancesco Favino è stato il mattatore assoluto, un’autentica rivelazione per chi lo conosceva nei panni recitativi o poco più. Oltre alla capacità di intrattenere senza mai essere ripetitivo, ha saputo far sorridere e commuovere, in particolare con l’intenso monologo “La notte poco prima della foresta”, pièce del drammaturgo francese Bernard-Maria Koltès. 

Uno dei pezzi forti di Sanremo sono di soliti gli ospiti; tra questi, hanno spiccato l’istrionico Fiorello, la lettera a Sanremo di Pippo Baudo, una sorta di presenza-premio alla carriera, Sting, James Taylor e gli scatenati Negramaro

Tra i venti big, alcune certezze e molte delusioni, alcuni hanno piacevolmente impressionato, altri non hanno rispettato le attese. Forse, la più grossa delusione è arrivata da Elio e Le Storie Tese, gruppo che sul palco del Festival aveva sempre lasciato un segno improntato all'originalità ed alla qualità; la loro canzone-congedo, si sono da poco sciolti, “Arrivedorci”, si è trascinata stancamente, relegandoli ad una posizione finale umiliante e mai subita prima. Restando in tema di delusioni, Mario Biondi è sembrato fuori contesto; la sua bravura non si discute, ma trasformare la sala in un gigantesco piano-bar non ha pagato. Altro big sottotono, Nina Zilli, una dalla quali ti aspetti grinta coinvolgente ma presente con un brano poco confacente ai suoi standard. Se dai 2+1 Pooh non si poteva pretendere granché di originale, il navigato Ruggeri con i suoi Decibel non ha brillato come era lecito aspettarsi. 

Ci sono poi le vie di mezzo, artisti che potevano fare meglio o che hanno proposto brani che difficilmente passeranno alla storia. Tra questi, lo strano trio Vanoni-Pacifico-Bungaro; a fronte di un brano ben suonato dai due musicisti, la grande Ornella ha risentito del peso di una monumentale carriera togliendo qualcosa ad un pezzo peraltro valido. Anche Giovanni Caccamo, ormai un ex-giovane promessa, non ha dato il massimo nell'interpretazione di una canzone molto bella, rimediando un decimo posto comunque ingeneroso. In questo limbo, tra coloro che son sospesi, ci mettiamo anche Noemi e Renzo Rubino, entrambi con buoni brani ai quali è mancata la personalità per spiccare il balzo. 

L’altra metà dei concorrenti, rientra tra le note positive, a partire da due onesti e validi professionisti come Luca Barbarossa e Max Gazzè. Il primo, senza strafare, ha dimostrato come si possa scrivere ed interpretare al meglio una canzone d’amore in modo semplice e genuino, la sua “Passame er sale” è uno stralcio commovente di vita a due quotidiana. Il secondo ha rischiato con un brano intrigante e ben poco sanremese dal testo colto ed inusuale, “La Leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, una favola stile progressive anni settanta, tra le cose migliori sentite in generale. Anche il veterano Ron ha rischiato con un brano del sempiterno Lucio Dalla, un pezzo di non immediato ascolto ma che si insinua nella mente ascolto dopo ascolto. Meritavano qualcosa in più le coppie Avitabile-Servillo e Paci-Diodato fors’anche sprecati per una rassegna leggera come il Festival. Di gran presenza scenica i The Kolors, band che venderà tantissimo e la sorpresa Lo Stato Sociale, forse un po’ troppo in alto con il secondo posto. Se Annalisa può ritenersi soddisfatta del terzo posto, miglior fortuna avrebbero meritato le redivive Vibrazioni del grintoso Sarcina. In conclusione, visto com’è andata, sembra profetico il titolo dei vincitori. Non ci avete fatto niente…

(Fabrizio Bordone)


domenica 11 febbraio 2018

Il vero volto di Rino Gaetano


"Hanno sempre descritto Rino (Gaetano) come un depresso, un tossico e uno sempre attaccato alla bottiglia, invece era un ragazzo allegro, che amava la vita, la sua musica e gli amici e i bambini". Così Matteo Persica e Domenico (Mimì) Messina, amico storico di Rino Gaetano, descrivono il giovane cantautore calabrese, tragicamente scomparso in un incidente d'auto quasi 37 anni fa. 



Il libro "Rino Gaetano. Essenzialmente tu" parla del Rino uomo, amico, compagno di vita e a descriverlo sono le persone che hanno condiviso un percorso assieme a lui. Matteo Persica lo ha scritto con lo stesso spirito che aveva animato il suo precedente lavoro (Anna Magnani. Biografia di una donna): far conoscere il vero volto, la vera essenza di un artista da troppo tempo descritto nella maniera sbagliata. 

Il libro è stato presentato il 7 febbraio u.s. alla Spezia, nella Mediateca Regionale. A impreziosire il racconto ci sono stati gli intermezzi musicali di Daniele Savelli. 

In video, il servizio curato da Claudia Bertanza e Massimo Baldino per il Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo. 







sabato 10 febbraio 2018

"Hanna non chiude mai gli occhi", recensione del libro di Luigi Ballerini


Due giovani, Hanna e Yosef.
Il ghetto ebreo di Salonicco. 
Le prime deportazioni.

"Hanna non chiude mai gli occhi", di Luigi Ballerini, mescola realtà e finzione. Tutta (tragicamente) vera la storia delle leggi razziali, degli ebrei greci rinchiusi nei ghetti e deportati in Polonia, con la promessa di una casa e di un lavoro in miniera. Persone private di tutto e ingannate, discriminate, costrette a indossare la stella gialla, a smettere di lavorare.
In mezzo a tanta violenza, spicca la figura del console italiano a Salonicco, Guelfo Zamboni, che riuscì a ingannare le SS concedendo cittadinanza italiana a centinaia di ebrei greci, scovando lontane parentele, visite in Italia e altri improbabili agganci. 

La finzione è la storia di Hanna, quindicenne che, a differenza di tutti, non chiude mai gli occhi perché vuol vedere l'orrore, vuol conoscere e sapere, anche se il destino delle persone costrette a salire sui treni per la Polonia è ignoto a tutti e della sua amicizia con Yosef, suo coetaneo. I due ragazzi, dopo un'iniziale diffidenza, diventano amici e cercano di aiutarsi a vicenda.
Una nota: i due personaggi sono inventati, ma i loro ricordi più felici, quelli che li aiutano a superare il dolore e la paura (la bicicletta per lui, un viaggio in piroscafo per lei) sono reali, tratti da temi scritti da studenti dell'epoca. 


Lettura piacevole, scorrevole: un libro scritto per ragazzi, che può appassionare anche gli adulti. Interessante l'intreccio tra storia e invenzione; se si può trovare un difetto a questo libro è il finale lasciato un po' troppo "aperto". Se da una parte rende libero il lettore di immaginare cosa succederà ai due ragazzi, dall'altra lascia un po' in sospeso. 

Luigi Ballerini è nato a Sarzana (SP) e vive a Milano; è uno psicoanalista e scrittore, specializzato nella letteratura per ragazzi. Ha vinto il Premio Adersen nel 2014, il Bancarellino nel 2016 e, con questo romanzo, il Premio Fenice 2016-Un romanzo italiano nel mondo. 

(Recensione di Claudia Bertanza)


La grande prosa: "Casa bruciata" di August Strindberg.



"La casa bruciata" (in svedese: "Brända Tomten") è un dramma da camera del drammaturgo svedese August StrindbergScritto nel 1907, è il secondo dramma da camera dei cinque che il drammaturgo scrisse per l'Intima teatern, dove venne rappresentato sette volte.

Il dramma racconta la vicenda di una casa bruciata e di un uomo, Arvid Valström, chiamato dal drammaturgo: "forestiero"; che torna dopo molti anni nel suo vecchio quartiere, dopo aver girato il mondo. La casa bruciata è difatti la sua vecchia dimora, la casa della sua infanzia, e rivive all'interno del dramma quel luogo a lui oramai lontano nel tempo ma vicino nella memoria. La vicenda è costellata di personaggi, come suo fratello che si trova con una casa bruciata non assicurata, uno studente che probabilmente è suo figlio, e moltissimi altri tra cui si cerca di trovare il responsabile dell'incendio. Si scopre nel finale che è stato un avvenimento accidentale per cui nessuno ha colpe ma alcuni si ritrovano in disgrazia.

La ascolteremo in una versione del 1969, interpretata da Grassilli e Checchi.

Johan August Strindberg (Stoccolma, 22 gennaio 1849 – Stoccolma, 14 maggio 1912) è stato un drammaturgo, scrittore e poeta svedese.
Per la vastità e la rilevanza della produzione (che ricopre praticamente tutti i generi letterari ed è raccolta in circa cinquanta volumi, a cui se ne aggiungono ventidue di corrispondenze), il suo nome affianca il norvegese Henrik Ibsen all'apice della tradizione letteraria scandinava e raggiunge per riconoscimento unanime un seggio tra i massimi artisti letterati del mondo. 
La vita di Strindberg fu tumultuosa, tessuta di esperienze complesse e scelte radicali e contraddittorie, a tratti rivolta contemporaneamente a molteplici discipline non direttamente attinenti alla figura ufficialmente letteraria dell'autore: scultura, pittura e fotografia, chimica, alchimia, teosofia. Sintomi di una rottura intima del proprio animo con la dimensione convenzionale del tempo e del vivere, elementi dunque reciprocamente contaminati nell'atto creativo e fondamentali per la sua interpretazione. 
Fu il destinatario di uno dei biglietti della follia di Friedrich Nietzsche.

"La casa bruciata" va in onda domenica 11 alle ore 21.


venerdì 9 febbraio 2018

Glenn Miller a Wikiradio



Il 10 febbraio 1942 Glenn Miller, il celebre trombonista jazz, direttore d'orchestra e compositore statunitense, conquistò il primo disco d'oro della storia con Chattanooga Choo Choo, che aveva venduto un milione di copie in soli tre mesi.
I suoi arrangiamenti portarono al successo anche brani di altri compositori.

Scomparve improvvisamente il 15 dicembre 1944 mentre, a bordo di un aereo militare, stava andando a Parigi (il giorno dopo si sarebbe dovuto esibire con la sua orchestra) e il suo corpo non fu mai recuperato: è considerato disperso in guerra. Aveva 40 anni.

Di Glenn Miller parlerà Wikiradio di venerdì 9 (ore 23:30) e sabato 10 (ore 11:30).






giovedì 8 febbraio 2018

"Solo fumo" di Sandro Petrone a Sanremo





Un inviato di guerra rientrato alla base: uno studio di registrazione. Un giornalista che lascia il mestiere per tornare alla musica (e per altre ragioni che girano intorno alla Vita). Un flash-back concreto verso le radici che hanno permesso a Sandro Petrone, inviato storico RAI e conduttore del TG2, di continuare a raccontare, ma in altri termini e con rinnovata passione, le storie del mondo, le storie dell’esistenza. In uscita infatti il suo SOLO FUMO, un progetto che negli anni Settanta sarebbe stato definito un concept album. Album che gira attorno a un’unica storia, quella drammatica e sentimentale di Sandro inviato – che si serve della musica anche come terapia per sconfiggere il suo male (un tumore con cui combatte da qualche anno) – e di Sandro cantautore, come in gioventù, che dopo quarant’anni in giro per il mondo, lascia il giornalismo per tornare a respirare e commentare "quadri di vita". Nove canzoni nelle quali il Destino, la Missione, l’Illusione, la Casa, i Figli, la Scomparsa, la Trascendenza, l’Amore e gli Altri, sono i temi da cui si diramano decine di storie nelle cinquanta pagine di testi e immagini che accompagnano questo delicato progetto e che si moltiplicano, giorno dopo giorno, nello spazio virtuale del suo web (www.sandropetrone.it) e in quello fisico degli incontri personali. Il decimo quadro di vita è una ghost track dedicata al dramma ambientale e sociale di Taranto.

Se parti dalla musica e arrivi al giornalismo per raccontare te e il mondo, e poi dal giornalismo torni alla musica per raccontare te e il mondo, vuol dire che qualcosa non va nel giornalismo” – è l’idea di Petrone che, incrocio napoletano, pugliese e romano, alla fine degli anni ’70 bazzicava da cantautore nel giro della Vesus-wave, l’onda musicale dei suoi amici Bennato, Daniele, Gragnaniello, Cercola. E quando lasciò Napoli e la musica per fare l’inviato, e non fare il cantautore, la musica rimase con lui come compagna interiore. 

Ora torna con un messaggio di Vita che accompagna un destino, il suo in particolare, segnato da un inconfutabile dolore che sperimenta nuove cure per placarsi, e che è il frutto della sua stessa vita vissuta sul campo di battaglia: “un guerriero che non va per vincere o perdere ma per combattere”, come canta uno dei suoi brani dettato dagli insegnamenti della professione, e che non teme la morte perché tanto profonda è la spinta a condividere e raccontare i destini degli uomini, e a denunciare i mali del mondo, che fa passare in secondo piano il sacrificio personale. Ma c’è anche la consapevolezza dell’illusione, di cui Solo fumo – titolo e significato dell’album – è l’emblema: per Sandro sono gli inequivocabili “simboli della vita, metafora di come riusciamo a farci ingabbiare, forse senza scelta”, cercando disperatamente un’alternativa che possa farci affermare che siamo vivi…”

Raccontare per dimenticare ma anche per riesumare l’antico rinnovandolo: nei brani scritti da un curioso affabulatore si parla di una Napoli diversa ogni volta che viene rivissuta dopo averla fuggita, e si parla di petali, quali sono i figli che sgorgano dalla propria fisicità e scivolano via palpitando autonomamente. Si racconta di come la composizione di una canzone possa sfuggire di mano, usata inconsciamente per elaborare una perdita e rinascere, e si rivive il misticismo – ispiratori due celebri accordi di Cat Stevens – per parlare di culture religiose e dell’incontro personale avuto con il Dalai Lama. Infine c’è l’Amore, racchiuso in un’essenza rivelatrice che possiede la capacità di costruire attorno al proprio desiderio più inconscio un mondo artificiale identico al sogno sognato. Ma, a far quadrare il cerchio dell’intero album, conclude il suo itinerario la “Pazzia”, in un brano – vita vissuta al nanosecondo – che racconta dei Diversi – nella cultura, nella tradizione autoctona, negli atteggiamenti – senza i quali non è possibile realizzare un cambiamento – e la musica vissuta da Petrone nella piena rivoluzione rock campana ne è testimone: un cambiamento sociale o spirituale che sia, ma che produca un’alternativa. Ed è questo termine – Alternativa – che continua a battere nel cuore di un giornalista-musicista anche nel percorso terapeutico, convinto che la punta più avanzata della sensibilità sociale siano proprio gli artisti: “forse il giornalismo è più potente, ma l’arte della musica raggiunge finalmente qualche cuore...”

Sandro Petrone sarà a Sanremo il 10 febbraio, sul palco del PalaSiae all’interno della manifestazione Sanremo per il sociale, per parlare di immunoterapia… e naturalmente presentare Solo fumo. 

In uscita il 9 febbraio

Circuito Feltrinelli
Prezzo solo online:  € 19,99



Pietro Nenni a Wikiradio


Il 9 febbraio del 1891 nasceva a Faenza Pietro Nenni.
Politico e giornalista, è stato lo storico leader del Partito Socialista Italiano ed è morto a Roma il 1° gennaio 1980.


Di Pietro Nenni parlerà Wikiradio di questa sera, giovedì 8 alle 23:30 e di venerdì alle 11:30.

mercoledì 7 febbraio 2018

"Taxi Driver" a Wikiradio




"Ma dici a me? Ma dici a me? ... Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Eh, Non ci sono che io qui. Di', ma con chi credi di parlare tu? Ah sì è e, va bene..."
Questa è indubbiamente una delle citazioni più famose del film "Taxi Driver". Il film di Martin Scorsese, con protagonista uno stralunato Robert De Niro, uscì l'8 febbraio 1976 negli Stati Uniti. In Italia arrivò qualche mese dopo.

"Taxi Driver" è considerato sia dal pubblico che dalla critica uno dei capolavori del regista. Oltre alla grande interpretazione di De Niro, il film viene ricordato anche per la presenza dell'allora quattordicenne Jodie Foster, nel ruolo della baby prostituta, che le frutterà la prima candidatura all'Oscar nel 1977. Non era il vero esordio del futuro Premio Oscar, ma fu il suo primo grande successo. 

Una curiosità: Durante la sua intervista in Inside the Actor's Studio del 1999, Robert De Niro racconta di aver discusso con Scorsese la possibilità di fare un seguito di Taxi Driver. Secondo De Niro, entrambi erano d'accordo che sarebbe stato interessante vedere come Travis Bickle sarebbe finito 30 anni dopo. Durante l'intervista a Scorsese per lo stesso programma nel 2002, il regista ha dichiarato che non ha intenzione di realizzare seguito di nessuno dei suoi film.

Del film parlerà Wikiradio di questa sera, mercoledì 7 alle 23:30 e di domani alle 11:30.





Sanremo, prima serata: il vincitore è Pierfrancesco Favino


C'era moltissima attesa, per questo 68° Festival di Sanremo diretto da Claudio Baglioni. E c'era la speranza che la musica venisse messa -finalmente- al centro della manifestazione... niente, non ce la possiamo fare neppure quest'anno. Sanremo è il solito brodo allungato, con sketch che non fanno ridere (la gag su Laura Pausini sì/no, la Hunziker che "canta" e Baglioni che le mette una sua scarpa...), la promozione a un film e tanti, tanti discorsi.

Baglioni ingessato e a disagio, la Hunziker troppo agitata e vagamente stucchevole con l'ostentazione del suo amore per il marito (e qui Favino la rimbrotta bonariamente), troppi blablabla. La rivelazione è Piefrancesco Favino, classe 1969, attore di cinema, teatro e televisione: parte molto legato, sembra al posto sbagliato, ma poi si scioglie: presenta, canta, scherza, ride e sorride sapientemente alle telecamere. Sui social è lui il più amato. 

E la musica? Ah già, c'è anche la musica. 
La classifica finale (solo giuria demoscopica, il regolamento non lo stiamo a spiegare perché ci pensano già ripetutamente i conduttori) vede i cantanti divisi in tre gruppi: bocciati, rimandati, promossi.
Sono pochi i promossi: Ermal Meta e Fabrizio Moro,  Nina Zilli, Lo Stato Sociale, Max Gazzé, Annalisa e Noemi. I ragazzi de Lo Stato Sociale portano un po' di energia sul palco e, dopo la "scimmia nuda" di Gabbani, fanno ballare sul palco "la vecchia": la sala stampa si esalta. Il ritmo c'è, indubbiamente.
Più difficile il brano di Max Gazzé, ispirato a una leggenda del Gargano, quella di un amore contrastato dalle sirene. Gazzé è bravo, la canzone è bella. 
Ron emoziona con un brano inedito di Lucio Dalla. 

Fiorello e Gianni Morandi sono gli ospiti, assieme a Tommaso Paradiso. Fiorello, lo hanno già detto tutti, canta Baglioni meglio dell'originale e Morandi si lancia in una gag sul mancato pass... evitabile. 

Insomma, più o meno la stessa storia degli anni scorsi, ma questo, d'altra parte, è Sanremo. Ci sarà modo di ascoltare e riascoltare le canzoni, anche perché quest'anno non ci sono eliminazioni. 

Tra i possibili candidati alla vittoria ci sono Ermal Meta e Fabrizio Moro, applauditissimi dal pubblico. Bravi. 




#AccaddeOggi: nel 1914 nasce Charlot.


Nasce ufficialmente il 7 febbraio 1914 Charlot, il mitico personaggio creato da Charlie Chaplin
Il vagabondo compare per la prima volta nel film "Charlot ingombrante".

www.dilucca.it

Di Charlie Chaplin parlerà la puntata di Wikiradio in onda mercoledì 7 alle ore 11:30.

www.ildiscobolo.net
http://178.32.137.180:8555/stream

martedì 6 febbraio 2018

La Spezia Short Movie III Edizione dal 2 al 4 Marzo


Il festival La Spezia Short Movie nasce nel 2015 da un’idea di Daniele Ceccarini, regista, e Paola Settimini, autrice, con l’obiettivo di creare un festival che unisca l’aspetto di ricerca a quello dell’attenzione verso i gusti del pubblico, un evento che valorizzi il territorio dando un ruolo attivo all’artista e allo spettatore e creando una sinergia tra cinema, arte e territorio.
Il festival, patrocinato anche dalla Genova-Liguria Film Commission, nelle sue prime due edizioni, è stato molto partecipato dal pubblico che ha letteralmente riempito la sala del Cinema Il Nuovo dove si sono svolte le proiezioni e la premiazione e ha registrato la partecipazione di oltre 400 opere di registi italiani e stranieri. Alla prima edizione 2016 ha partecipato il noto storico del cinema Adriano Aprà, alla seconda edizione 2017 l’attore Alessandro Haber.

La direzione artistica è affidata a Paola Settimini e allo sceneggiatore Paolo Logli. Presidente del premio è il regista Daniele Ceccarini, mentre presidente di giuria è il docente universitario di Storia del Cinema Roberto Danese.

La giuria è composta da Silvano Andreini (presidente dell’Associazione Culturale Film Club Pietro Germi che gestisce a La Spezia il cinema Il Nuovo), Silvia Badon (studiosa di cinema balcanico), Salvatore Calcagnini (già assessore alla cultura del Comune di Porto Venere), Lisa Castagna (regista), Roberto Di Maio (attore), Marco Ferrari (giornalista, scrittore e autore televisivo), Alberto Grassi (Presidente Circolo Culturale Fantoni), Massimo Olcese (attore), Giovanna Servettaz (autrice), Matteo Taranto (attore), Fulvio Wetzl (regista), Dario Vergassola (comico e attore).



Il regista vincitore del miglior corto in assoluto di ogni edizione partecipa in qualità di giurato l’anno successivo. Nel 2017 abbiamo quindi avuto tra i giurati il regista messicano Roberto Valdes che nel 2016 vinse con il corto Algien. Nel 2018 avremo invece il regista marocchino Elia Moutamid che nel 2017 vinse con il corto Gaiwan.

I premi assegnati sono: miglior regia, miglior fotografia, miglior attore, miglior attrice, miglior sceneggiatura, miglior corto in assoluto.

Da questa terza edizione verrà assegnato anche un Premio della Stampa da una giuria apposita composta da giornalisti collaboratori di testate italiane e straniere media partner del festival. Verrà assegnato anche il Premio Diari di Cineclub, periodico di cultura e informazione cinematografica, prestigioso partner del Festival.

Il festival da quest’anno ha ottenuto il patrocinio di Rai Liguria, quale riconoscimento al valore culturale e sociale della manifestazione, e del Ministero della Cultura in Albania.

Il festival La Spezia Short Movie si è affermato in soli due anni come una realtà culturale importante per la città e si propone di continuare a crescere e a consolidarsi a livello nazionale e internazionale, con la consapevolezza che la partecipazione culturale produce ricadute anche sul piano sociale ed economico che costituiscono un valore aggiunto per i territori.


PROGRAMMA

Venerdì 2 marzo

h. 17 c/o Mediateca Regionale Sergio Fregoso

Cinema albanese, rassegna di cortometraggi. Ingresso libero

Proiezione di Daybreack di Gentian Koci. Ingresso libero

Ospiti Agron Domi, direttore del Tirana Film Festival, Ylljet Alicka, scrittore e sceneggiatore, Gentian Koci, regista.

Quest’anno il Paese ospite è l’Albania, dove il cinema da tempo sta cercando di emergere in campo internazionale, riscattandosi da un passato silenzioso e marginale.

Sabato 3 marzo



h. 09.00 c/o Mediateca Regionale Sergio Fregoso

Proiezione per le scuole del film Lamerica alla presenza del regista Gianni Amelio

h. 18.00 c/o Mediateca Regionale Sergio Fregoso

Presentazione del libro “Padre quotidiano” (edizioni Mondadori) di Gianni Amelio. Sarà presente il regista. Ingresso libero

h. 21.00 c/o Cinema Il Nuovo

Premio alla Carriera al regista Gianni Amelio. Proiezione del film La Tenerezza alla presenza del regista.

Domenica 4 marzo h.17 c/o Mediateca Regionale Sergio Fregoso

Proiezione cortometraggi finalisti del La Spezia Short Movie e premiazione. Ingresso libero.



Grazia di Michele ritorna con un nuovo disco e il suo primo libro

Grazia Di Michele torna con un doppio appuntamento editoriale: un nuovo disco, Sante bambole puttane (EGEA), scritto con sua sorell...