mercoledì 12 giugno 2019

Grazia di Michele ritorna con un nuovo disco e il suo primo libro



Grazia Di Michele torna con un doppio appuntamento editoriale: un nuovo disco, Sante bambole puttane (EGEA), scritto con sua sorella Joanna ed in uscita sulle principali piattaforme digitali e negozi di dischi il 14 giugno, e un romanzo, il suo primo, intitolato Apollonia (Castelvecchi editore), da questa settimana disponibile in tutte le librerie.

Due linguaggi creativi, due differenti operazioni stilistiche, due viaggi interiori filtrati da uno stesso percorso: quell’universo femminile che da sempre ha permeato la ricerca  testuale di Grazia.

In "Sante Bambole Puttane", la compositrice ed interprete racconta la storia di 10 donne non famose, bambine, adolescenti e mature che attraversano il mondo, la nostra stessa vita, come ombre cui è negato ogni diritto di esistere davvero; donne su cui gli uomini a volte proiettano le proprie fantasie, ignorando e negando la loro identità. C'è Lora, una vita trascorsa in vetrina ad Amsterdam con il rimpianto di un amore; Amina, pronta per partire verso una nuova vita da migrante; Irina, artista di strada  perduta in città disumane; Helen, ispirata dalla suora protagonista di "Dead man walking"; Sonia, una casalinga che subisce i soprusi di un marito violento… 
Sono storie di una estrema attualità e intimità che condiscono di neorealismo un album dalle sonorità più ricercate: ad accompagnare Grazia ci sono i suoi fedeli musicisti che la accompagnano nei concerti europei (Andy Bartolucci, Marco Siniscalco, Fabiano Lelli) ma anche altri collaboratori storici, come Fabrizio Puglisi, Filippo De Laura, Marco Valerio Cecilia, Claudio Bartolucci, Saverio Capo, Antonello Sorrentino, Francesco Sciarretta, Andrea Leali e Daniela Iezzi. 
Patrizio Fariselli con il suo pianoforte e la sua energia è l'ospite di Lora, brano scelto come primo singolo, mentre la ballata folk Apollonia ispira anche la storia della giovane protagonista del romanzo dall’omonimo titolo, scritto con garbo, ritmo, sentimento e poetiche introspezioni autobiografiche. 



Apollonia cresce in un piccolo paese del Sud in una famiglia di imprenditori della seta. Ha il dono della visione e conseguentemente una vita da sradicata. Deve vedersela con i pregiudizi del luogo, col suo nome sempre storpiato, col busto di ferro per correggere la sua schiena, con gli zigomi da zingara, con le sue febbri improvvise. Con la bellezza luminosa di sua sorella, con una madre depressa e un padre assente, con una domestica invadente e un fratello irrisolto.  Ma cresce nella verità, riconosce l'amore dove manca e dove abbonda.

Grazia Di Michele, che alternerà nella stagione estiva il suo ruolo di docente di masterclass di canto, giurata a concorsi e interprete musicale (tra gli eventi la presenza al Disability Day il 14 giugno e la partecipazione il 17 giugno al festival Musicultura di Macerata), sarà in tour promozionale per il libro e per il CD col seguente calendario di incontri:
19 giugno – Valore donna, L’Aquila (evento CNA)
22 giugno – Feltrinelli, Catania
25 giugno – Casina pompeiana, Napoli
26 giugno – Mondadori, Salerno
27 giugno – Feltrinelli, Roma
28 giugno – Giardino della Pieve Relais, Cascina (PI)

giovedì 6 giugno 2019

Roy Paci, Gio Evan, il contest per emergenti: quattro giorni tra musica e diritti umani in “Voci per la libertà”




Roy Paci, Gio Evan, La Municipàl, Mujeres Creando, Pupi di Surfaro, Kumi Watanabe: un caleidoscopio di musica e ospiti caratterizzerà la 22a edizione di ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’, il festival che coniuga canzoni e diritti umani in programma dal 18 al 21 luglio a Rosolina Mare (Rovigo).

Fulcro della manifestazione sarà come sempre il contest per band e cantautori che porterà, nella giornata conclusiva, a proclamare il vincitore del Premio Amnesty International Italia, sezione Emergenti, dedicato ai migliori brani legati alla Dichiarazione universale dei diritti umani. In gara saranno otto artisti provenienti da tutta Italia, da Taranto a Milano, da Nuoro a Treviso. La giornata finale vedrà anche la premiazione di Roy Paci & Aretuska, che, con Willie Peyote, sono i vincitori del Premio Amnesty nella sezione Big, con il brano “Salvagente”.

Lo slogan di quest’anno sarà “Sui diritti umani non si torna indietro”. Uno slogan che parte dal 10 dicembre 1948, quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti umani. Per la prima volta veniva scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo. Eppure la Dichiarazione è disattesa, anche perché ancora troppo sconosciuta. Amnesty International, Premio Nobel per la pace nel 1977 e Premio delle Nazioni Unite per i diritti umani nel 1978, è impegnata perché per tutti siano garantiti questi diritti. Si impegna, ogni giorno, per ricordare che sui diritti umani non si torna indietro.

Voci per la libertà” si snoderà per quattro giorni partendo proprio da questo concetto.

Ad aprire il festival giovedì 18 luglio, dalle 21, saranno artisti di grande valore: le Mujeres Creando, vincitrici del Premio Web Social 2018; i Pupi Di Surfaro, vincitori del Premio Amnesty Emergenti nel 2018 e Kumi Watanabe, vincitrice del premio della critica nel 2001. In apertura, Marcondiro, band di culto tra rock, pop e sperimentazione. Durante la serata, fra il centro Congressi e l’area festival,si inaugureranno la mostra “In arte Dudu” (la Dichiarazione universale dei diritti umani illustrata da giovani artisti) e due installazioni. La prima è "Parliamone in piazza", su numeri e persone di origine straniera abitanti a Rovigo, la seconda “Love difference”, l’arte urbana per la socializzazione.

Venerdì 19 luglio toccherà alla prima delle due semifinali del concorso 2019. Saranno in lizza: Chiara Effe da Cagliari col brano “Mani stanche”, Giovi & Massimo Francescon Band da Rovigo/Treviso con “Quello che io non so”, Grace n Kaos da Rovigo con “Nero”,Chiara Patronella da Taranto con “Pesci”. In veste di ospite si esibirà Gio Evan, artista poliedrico, cantautore, umorista, scrittore e poeta, ormai noto anche al grande pubblico grazie a canzoni come "Himalaya Cocktail" e "Pane in cassetta”.

Sabato 20 luglio seconda tornata di semifinali degli emergenti con Enzo Beccia da Milano con “Gli indifferenti”, Bif da Salerno con “Venti clandestini”, The Roomors da Nuoro con “Marielle”, Giulio Wilson da Firenze con “Francesco Tirelli”. A salire sul palco in veste di ospite sarà La Municipàl, band salentina in decisa ascesa, il cui cuore pulsante è costituito dai fratelli Carmine e Isabella Tundo. Pop/rock d’autore il loro, come testimonia l’ultimo album “Bellissimi difetti". 

Il festival si chiuderà domenica 21 luglio con la finale del concorso per gli emergenti, che vedrà in gara i migliori cinque semifinalisti delle due serate precedenti. A decidere sarà una prestigiosa giuria composta da giornalisti, addetti ai lavori e esponenti di Voci per la libertà e Amnesty International.

A salire sul palco sarà poi Roy Paci, vincitore del Premio Amnesty International Italia, sezione Big, con “Salvagente”, come miglior brano sui diritti umani del 2018. In questo caso un brano sull’integrazione. Nel pomeriggio, alle 18.30, ci sarà un incontro aperto al pubblico con Roy Paci e con il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury.

Presentano: Savino Zaba (Radio1 Rai) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).


Tutti i pomeriggi alle ore 18.30 ci saranno aperitivi in spiaggia, con incontri e esibizioni. Giovedì toccherà a Marcondiro, con uno showcase, venerdì a Gio Evan, che presenterà l'ultimo libro "Cento cuori dentro". Sabato sarà la volta di un Dj Set. Durante le serate saranno inoltre attivi dei laboratori didattici per bambini sui diritti umani. 

Tutti gli eventi, serali e pomeridiani, sono ad ingresso libero.

Partner della manifestazione quest’anno sarà il progetto Hatemeter, che ha lo scopo di accrescere le conoscenze sull'hate speech (incitamento all’odio e alla discriminazione) anti-islamico online e di sostenere le ONG nella lotta all'islamofobia a livello europeo. La piattaforma Hatemeter è sperimentata e validata fra gli altri da Amnesty International Italia.

Il festival sarà preceduto e seguito da vari eventi sotto il nome di “Voci per la Libertà in tour”, anche questi ad ingresso libero. Eccoli:

Domenica 16 Giugno ore 21.00 a Piove di Sacco (PD), in Piazza Vittorio Emanuele II, con i Do’storieski.

Sabato 6 luglio ore 19.00 a Porto Tolle (RO), spiaggia di Boccasette Bagno Sole Luna, con Anna Luppi.

Sabato 13 luglio ore 19.00 a Porto Tolle (RO), spiaggia di Barricata Bagno Baraonda, con Elisa Erin Bonomo

Sabato 27 luglio ore 19.00 a Porto Tolle (RO), spiaggia di Barricata Bagno Olimpo, con i Marmaja

Sabato 3 agosto ore 19.00 a Porto Tolle (RO), spiaggia di Barricata Bagno Scano Palo, con i Do’storieski



Un’iniziativa di: Associazione Culturale Voci per la Libertà, Amnesty International Italia e Comune di Rosolina. Con il sostegno di: Progetto Hatemeter, CGIL Rovigo, CISL Padova e Rovigo, UIL Padova e Rovigo, ITALPIZZA

Partner tecnici: ARS audio & light, Idee Grafiche, Forpress, Mei - Meeting degli Indipendenti, Musica nelle Aie, OPS Group, Rete dei Festival, Studioartax.

Media partner: FunnyVegan, ViaVaiNet, REMweb. Radio partner: Radio 41, Radio Popolare, Radio Sette Asiago, Radio Atlanta, IwebRadio, Studio Emme Network, Atom Radio, Radio L'Olgiata, Radio Stereo 5, Radio Bellissima, Studio Tre Radio, Radio Città Benevento, Radio Pico, Radio Elettrica, Vivalaradio.



Il calendario e maggiori informazioni sul festival si possono trovare sul sito: www.vociperlaliberta.it

Il Trio Giammarioli a Roma per "Nilla ultima regina" giovedì 13.




ROMA- Giovedì prossimo, 13 giugno, come vi abbiamo già annunciato, a Roma verrà presentato "Nilla ultima regina", biografia in sette volumi scritta da Enzo Giannelli. L'evento, il primo della neonata collaborazione tra il Museo Virtuale del Disco e l'Istituto Centrale per i beni sonori e audiovisivi (ICBSA), avrà luogo presso l'auditorium ICBSA (Via Michelangelo Caetani 32) a partire dalle ore 16.

Dopo la presentazione del libro, si esibirà il Trio Giammarioli, formato da Simone Calomino, Simone Ferrante e Carmine Lucini. Il Trio sarà diretto dal Maestro Pierluigi Zuchegna


giovedì 30 maggio 2019

"Nilla ultima regina" a Roma giovedì 13 giugno.





Giovedì 13 giugno 2019 alle ore 16.00 presso l’auditorium ICBSA in via Michelangelo Caetani, 32 – Roma - l’Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi e l’Associazione Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo, in occasione del centenario della nascita di Nilla Pizzi, presentano l’evento "Nilla ultima regina"

Il programma inizia con la presentazione dell’opera di Enzo Giannelli "Nilla ultima regina", biografia della cantante in sette volumi. L’autore ha inteso articolare l’opera in più volumi per la vastità del periodo trattato entro il quale si svolge la vita e la carriera della cantante, una carriera durata ininterrottamente per tre quarti di secolo. Scorrere le pagine della biografia della Pizzi equivale a sfogliare le pagine del Novecento italiano, ripercorrendone passo passo non solo le varie stagioni della canzone, ma anche i grandi e piccoli avvenimenti che ne hanno caratterizzato la storia e le mode. In questo ampio affresco d’epoca – dove agisce una delle voci più affascinanti si ogni tempo, le cui vicende canore hanno rappresentato un vero e proprio fenomeno di costume – la penna dell’autore scivola leggera e minuziosa, rendendo vivo e palpitante ogni momento della lunga narrazione. 

Interverranno la direttrice dell’Istituto Centrale per i beni sonori e audiovisivi Sabina Magrini, il presidente dell’Associazione Museo Virtuale del Disco Massimo Baldino, gli storici della canzone Alessandro Rigacci e Giacomo Schivo. Sarà moderatore della conferenza Simone Calomino. Sarà presente l’autore.

Al termine della presentazione si esibirà dal vivo il Trio Giammarioli con il maestro Pierluigi Zuchegna

mercoledì 15 maggio 2019

Convenzione con l'Istituto Centrale per i Beni sonori e audiovisivi




L’Associazione di Promozione Sociale “Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo”,  ha recentemente siglato una convenzione con l’Istituto Centrale per i beni sonori e audiovisivi (già Discoteca di Stato, ossia l’ente pubblico deputato alla raccolta e conservazione del patrimonio sonoro italiano di tutti i tempi).
“È un importante riconoscimento del lavoro svolto in tutti questi anni” ha dichiarato il Presidente dell’Associazione, recentemente rieletto, Massimo Baldino Caratozzoloed è l’inizio di una collaborazione che speriamo sia lunga e proficua. Abbiamo già in programma alcuni eventi e siamo soddisfatti e orgogliosi dell’interesse dimostrato da un ente così importante per la nostra Associazione”.


lunedì 13 maggio 2019

Protagonisti Della Lirica: Intervista Al Baritono Alberto Gazale




GENOVA – Considerato uno dei più importanti artisti della sua generazione, Alberto Gazale é un baritono dalla voce morbida e potente e dalle spiccate doti attoriali. Apprezzato e richiesto dai più importanti Teatri d’Opera in Italia e nel mondo, nel 2014 é stato insignito dell’International Opera Award, il più importante premio conferito ai protagonisti della lirica mondiale. Lo abbiamo incontrato e intervistato a Genova dove nei giorni scorsi ha calcato il palcoscenico del Teatro Carlo Felice, nei panni del barone Scarpia in Tosca.


D. Quando e come nasce il tuo amore per l’Opera? 
R. É nato prima l’amore per il teatro in tutte le sue forme e per l’espressione artistica in generale. Con l’Opera fu una casualità: un giorno dentro una Chiesa ebbi modo di ascoltare una cantante lirica e pensai che ci fosse qualcosa di magico, ma anche di tecnico, nel riuscire ad usare la voce in quel modo. Quindi mi avvicinai e chiesi come si facesse, volevo imparare anch’io il meccanismo e la tecnica. Il primo maestro da cui andai era il fratello di quella cantante e pressoché mi obbligò a fare studi seri perché riconobbe delle doti notevoli. Quindi tutto iniziò così, ma io non ero nato con l’idea di fare questo mestiere, mi é venuto incontro e non ho potuto tirarmi indietro.

D. Quando e come hai esordito? 
R. Lo studio e l’esordio hanno praticamente coinciso. Dopo un anno di studio, che è davvero poco per un cantante lirico, feci il mio primo concerto pubblico, che andò molto bene, e dopo due anni feci il mio debutto nell’Opera. Ovviamente non avevo ancora la completa maturità ma, nonostante i miei 22 anni, avevo la possibilità e la capacità di reggere il palcoscenico e di portare fino in fondo una parte. Ho iniziato quindi a misurarmi con il mestiere del cantante che certamente non è facile. É facile se si hanno tutte le carte in regola ma se manca qualcosa diventa difficilissimo, un bagno di sangue dal punto di vista energetico.

D. Com’è la vita di un cantante lirico? 
R. É un matrimonio con l’arte. Fare l’artista ad un certo livello e con una certa assiduità, significa sposare l’arte ed è difficile far collimare vita privata e vita artistica, ma è vero anche che con un po’ di peripezie e un po’ di follie si riescono a tenere in piedi entrambe le cose. L’artista esiste quando è sul palcoscenico, quando prova e ogni volta che faccio una produzione anche quella diventa la mia famiglia.

D. Come curi la tua voce? 
R. É una cosa molto seria perché la cura significa alimentare uno strumento che è fatto di muscoli e cartilagine, é fatto di tutta una fisiologia che va tenuta sempre in ordine e va allenata. Il cantante non può riporre la sua voce in una custodia come si fa con uno strumento. La nostra voce é sempre con noi, la abbiamo sempre in gola e dobbiamo fare molta attenzione per non rovinarla. Ci sono una crescita e una maturazione artistica costanti e se la voce é sana ogni giorno si aggiunge un mattoncino, ma se la voce ti abbandona davvero si cade in una crisi mostruosa, per i motivi che dicevo prima, l’arte è tutta la tua vita e tu sei un cantante ed un artista prima che un uomo.

D. Hai dei modelli del passato o del presente? 
R. Ho i modelli del passato perché è giusto cercare di capire ed imparare il più possibile quello che la tradizione ci ha lasciato. Ci sono artisti che a 80 anni ancora cantano ed esistono ancora. Penso sia giusto conoscerli cercando di impadronirsi dei segreti che hanno reso queste persone capaci di comunicare con il pubblico per così tanti anni. Al contempo reputo che un artista debba avere la sensibilità di “sentire” il tempo che cambia e capire che ci sono cose ineterne e in continua trasformazione, per cui un cantante di oggi deve chiaramente adattarsi al pubblico di oggi che è completamente diverso da quello di 20/50 anni fa. 50/60 anni fa solo per il fatto di sentire il cantante da lontano il pubblico gridava al miracolo, oggi è scontato. Piuttosto il pubblico di oggi vuole vedere l’attore, il cantante, il musicista, talvolta anche in modo vagamente ossessivo, così si finisce per perdere quella capacità di giocare con l’arte e di rischiare. Personalmente non riesco a non prendere dei rischi quando canto e talvolta spingo l’attorialità ben oltre i confini della prudenza. Certe volte va bene, certe volte c’è il rischio che possa succedere qualcosa di anomalo, anche se normalmente non succede.

D. Quale  personaggio del tuo repertorio ti rispecchia di più e perché?
R. Ho iniziando rendendo tutti i miei personaggi buoni forse perché io di animo lo sono. Poi ho cominciato a rovistare nella mia anima per cercare la mia parte più cattiva, quella che abbiamo tutti, perché i ruoli del baritono sono quasi tutti crudeli o comunque di sofferenza. Quando interpretiamo un ruolo lo facciamo dando la nostra fisicità, la nostra psiche ed anche la nostra umanità al personaggio. Non ne ho uno preferito, magari ci sono personaggi che sento più lontani. Per anni, per esempio, non ho voluto fare Carmendi Bizet. Il personaggio di Escamillo, che poi ho interpretato anche con una certa fortuna, si presenta dicendo : “je suis Escamillo, torero de Granada”. Io non mi presenterei mai dicendo “sono Alberto Gazale il baritono verdiano”. Quindi sentivo che quel personaggio non mi apparteneva, ma interpretarlo è un gusto.

D. Quali sono i mali attuali dell’Opera? 
R. Direi che ce ne sono molti. Intanto vi sono forti resistenze rispetto ad un tempo che sta cambiando: il pubblico cambia in continuazione e il dovere di un artista è quello di sentire nell’aria dove sta andando il cambiamento. Da quanto posso osservare ogni giorno c’è sempre più difficoltà per il pubblico a prestare attenzione. Diminuisce la capacità di leggere un libro, di vedere un film o un’opera o una prosa senza commentare immediatamente. Siamo diventati cattivi spettatori, tutti vogliono essere protagonisti. Al netto di qualche eccezione l’ascoltatore medio non ha più la capacità di stare troppo tempo concentrato sullo stesso argomento. La capacità di concentrazione si è proprio accorciata.

D. Cosa ne pensi dell’Opera al cinema o in televisione? 
R. Io credo che ci sarà un ritorno prepotente al teatro perché in parte cinema e televisione sono stati superati da computer e social network e la vita è tutta in diretta. Un film non è in diretta mentre uno spettacolo dal vivo si. Credo fortemente nell’Opera partecipata, per coinvolgere e far sentire il pubblico parte dell’Opera e dentro di essa. Rendere lo spettatore attore, farsi seguire non solo nella consecutio drammaturgica, è la salvezza del teatro nel futuro. È necessario far diventare parte attiva gli operatori culturali: le persone che fanno cultura dovrebbero diventare di moda, bisognerebbe tornare a rendere famosa la creatività che è l’unica cosa di cui siamo capaci storicamente noi italiani.

D. Quanto sono importanti i social per un artista? 
R. I social contano ormai più della tv. Essere presente in questa specie di “mega grande fratello”, in cui tutti sanno dove sei e cosa fai artisticamente, è importante e ha cambiato in parte il nostro lavoro. Artisti come Del Monaco impiegavano 10 anni per farsi conoscere e far vedere quel che sapevano fare e altrettanti per raccogliere i frutti del loro lavoro. Negli anni Sessanta/Settanta il cantante che otteneva un encomio sul Corriere della Sera o su Repubblica aveva vinto. I social quindi sono importanti perché l’artista può esprimersi pubblicamente e far capire immediatamente il perché di determinate scelte anche di tipo stilistico, registico, etc. Prima tutto questo era impossibile. Il giudizio degli artisti e dei personaggi pubblici che hanno migliaia di follower, ha un peso anche se può essere un’arma a doppio taglio. Io non ho mai usato i social per difendermi dalle critiche ma per dare comunicazioni o per palesare un particolare stato d’animo positivo neo confronti, per esempio, di un teatro o di un direttore d’orchestra. Così come non ho mai fatto commenti negativi perché ritengo i social una sede vile per buttarvi le proprie amarezze.

D. Da tempo sono state presentate proposte per far riconoscere dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità il Belcanto e l’Opera Lirica. Perché è importante questo riconoscimento? 
R. L’Opera comprende tutte le discipline, dentro ci sono il grand opéra, musica, balletto, prosa, coreografia, scenografia, architettura, architettura del suono, estetica, interpreti, trucco e parrucco, costumi. È un’unione di discipline e si parte da un tema letterario importantissimo. Normalmente quando si parla di grandi capolavori si cominciano a scomodare autori che hanno fatto la storia. Nell’Opera c’è un processo di andare verso, non è un qualcosa che viene dato come le noccioline alle scimmie, l’Opera implica un atteggiamento attivo, di ascolto, di approfondimento e di conoscenza, per questo è importante che esista, sia diffusa il più possibile e resa consapevole. Avrebbe bisogno anche di nuovi autori. Trovo assolutamente encomiabile che si stia riparando a questa lacuna ed è ridicolo che non ci sia già questo riconoscimento che dovrebbe essere ovvio. Chi si sta occupando di ottenere questo riconoscimento lo fa con grande dispendio di energie e grande onestà intellettuale, facendo una grandissima opera meritoria. Tutti noi lo stiamo supportando in tutte le maniere e spero davvero vada a buon fine.


Intervista di Paola Settimini

Lutto nel mondo della musica: è scomparso Giampiero Boneschi



Lutto nel mondo della musica italiana: domenica 12 maggio è scomparso Giampiero Boneschi: direttore d'orchestra, compositore, arrangiatore e produttore discografico. Era nato a Milano il 31 gennaio 1927. 

Dopo aver studiato nei Conservatori di Parma e Milano, specializzandosi in pianoforte, esordì come strumentista negli anni della Guerra. In particolare si dedica al jazz, formando un Trio con Franco Mojoli e Claudio Gambarelli. Nel 1954 entra alla RAI, con la nascita della televisione, accompagnando le più importanti vedette nazionali e internazionali e dedicandosi anche alla composizione di musiche per molte trasmissioni.

Ha sposato la cantante Nuccia Bongiovanni e, in seconde nozze, l'autrice televisiva Fatma Ruffini; dalla Bongiovanni ha avuto Danila e Mila, dalla Ruffini Valentina. 

Alla famiglia Boneschi va l'affettuoso cordoglio dello staff di Radio Il Discobolo, che lo ricorderà con uno speciale collage di puntate della trasmissione "La clessidra", a cura di Giacomo Schivo.
Il nostro omaggio al Maestro andrà in onda:

- mercoledì alle 14:30
- giovedì alle 10
- venerdì alle 18

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Grazia di Michele ritorna con un nuovo disco e il suo primo libro

Grazia Di Michele torna con un doppio appuntamento editoriale: un nuovo disco, Sante bambole puttane (EGEA), scritto con sua sorell...