lunedì 30 aprile 2018

Rabagliati, Boni-Latilla e Loretta Goggi nella nuova puntata di "Dal fonografo al microsolco".


Nuova puntata per "Dal fonografo al microsolco", con Sandro Alba e Massimo Baldino.

Tra i protagonisti della settimana troviamo Alberto Rabagliati con "Non mi devi dir" e la coppia Boni-Latilla che interpreta "Baby Bu". 

In finale di puntata, come sempre, ascolteremo una famosa sigla televisiva: questa settimana si tratta di "Notte all'opera", di Loretta Goggi. Il brano, scritto da Paolo Amerigo Cassella e Totò Savio, era la sigla della seconda edizione del programma di grande successo Loretta Goggi in quiz del 1984. Pubblicato con la CGD, doveva anticipare un album autoprodotto dalla stessa soubrette, ma il progetto restò irrealizzato.


Sandro e Max vi aspettano:

- martedì alle 10
- mercoledì alle 14:30
- giovedì alle 18
- venerdì alle 21


Sotto a chi legge: "Il turista", di Massimo Carlotto



"Il turista", romanzo scritto nel 2016 da Massimo Carlotto, è l'opera recensita questa settimana nella rubrica "Sotto a chi legge". 

Il Turista è un serial killer perfetto, diverso da ogni altro. Tanto per cominciare, non "firma" i suoi omicidi e non lancia sfide ai detective, perché farsi catturare è l'ultimo dei suoi desideri. È un mago del camuffamento, non uccide secondo uno schema fisso e mai due volte nella stessa città o nello stesso Paese: per questo lo chiamano il Turista. In più, non prova empatia né rimorso o paura, esercita un controllo totale sulla propria psicopatia. In altre parole, è imprendibile, l'incubo delle polizie di tutta Europa. Anche il più glaciale degli assassini, però, prima o poi commette un passo falso che lo fa finire in gabbia. Succede a Venezia - il territorio di caccia ideale per qualunque assassino - e la gabbia non è un carcere: è una trappola ben più pericolosa, tesa da qualcuno che in lui ha scorto la più letale delle opportunità. Anche Pietro Sambo ha fatto un errore, uno solo ma pagato carissimo. Adesso, ex capo della Omicidi, vive ai margini, con il cuore a pezzi. Poi arriva l'occasione giusta, quella per riconquistare onore e dignità. Ma per prendere il Turista dovrà violare di nuovo le regole, tutte, rischiando molto più della propria reputazione. Maestro riconosciuto del noir europeo, Massimo Carlotto ci ha abituato a spingere i confini dei generi dove nessuno è mai arrivato. Per scrivere il suo primo thriller ha fatto saltare ogni paradigma, costruendo una macchina narrativa che non offre certezze se non quella dell'adrenalina che mette in circolo.

"Sotto a chi legge" va in onda: 

martedì 9:30
mercoledì 19:15

www.ildiscobolo.net
http://178.32.137.180:8555/stream

Radio Il Discobolo ricorda Liliana Ursino.



Radio Il Discobolo dà l'addio all'amica Liliana Ursino, scomparsa ieri, 29 aprile, all'età di 71 anni. 
Liliana, prima signorina buonasera e poi giornalista RAI, era stata intervistata lo scorso anno da Giacomo Schivo nella sua "Clessidra", che vi riproponiamo stasera e domani, 1° maggio, alle 18. 



sabato 28 aprile 2018

Varietà Varietà, Paolo Stoppa tra i protagonisti.


Tra i protagonisti della nuova settimana di "Varietà Varietà" c'è l'attore e doppiatore Paolo Stoppa, scomparso esattamente 30 anni fa (1° maggio 1988) all'età di 82 anni.

Fu la voce, tra gli altri, di Kirk Douglas, Cary Grant e Fred Astaire. 

La sua carriera inizia negli anni Venti a teatro: è stato attivo al cinema, in televisione e radio.

La trasmissione andrà in onda:

- domenica 29 alle 10
- sabato 5 alle 18



Teatro in radio: "La sfrontata", di Carlo Bertolazzi.


L'appuntamento di questa settimana della grande prosa in radio è con "La sfrontata", di Carlo Bertolazzi

Si tratta di un dramma in tre atti del 1907.

La ascolteremo in una versione del 1970 con Adriana Asti e Giulio Oppi

Carlo Bertolazzi.
Nacque a Rivolta d'Adda da una famiglia di estrazione borghese, fu critico teatrale del periodico satirico umoristico Il Guerin Meschino e del quotidiano Sera. 
Laureatosi in giurisprudenza, per un certo periodo esercitò l'attività forense, per dedicarsi in seguito a quella notarile. Come autore drammatico esordì nel 1888 con Mamma Teresa, messo in scena con una compagnia di filodrammatici. Seguirono Trilogia di Gilda (1889) che ottenne però una cattiva accoglienza e La lezione per domani nel 1890. 
Nel 1893 va in scena El nost Milan, opera in cui la protagonista viene dapprima presentata nell'ambiente popolare e successivamente si introduce nella corrotta nobiltà milanese. L'opera venne poi divisa in due parti (La povera gent e I sciòri). La gibigianna (1898) fu l'ultima opera scritta in dialetto milanese. Bertolazzi si era convinto di non poter più esprimere compiutamente le sue idee continuando nella tradizione del dialetto e scrisse i successivi lavori in italiano. Tra questi, L'egoista (1901), Lulù (1903), Lorenzo e il suo avvocato (1905) e La zitella (1915).
Bertolazzi morì a 46 anni nel 1916.

Autore verista, venne considerato nel secondo dopoguerra uno dei più apprezzati autori d'ispirazione nazional-popolare e da allora i suoi scritti furono spesso riproposti a teatro o fornirono ispirazione per pellicole cinematografiche.

L'opera andrà in onda:

- domenica alle 21
- lunedì alle 21

giovedì 26 aprile 2018

Accadde Oggi. Il 26 aprile 1986 il disastro di Chernobyl.



Il 26 aprile 1986, a Chernobyl (attuale Ucraina) si verificò un terribile incidente nucleare;nell’edificio del reattore 4 della centrale ci fu un’esplosione che sviluppò radiazioni 200 volte superiori a quelle delle bombe atomiche americane. Le radiazioni investirono anche Danimarca, Scandinavia e persino l’Italia. Ancora oggi è impossibile sapere quante siano le effettive vittime dell’esplosione nucleare; il numero delle vittime immediate, quelle coinvolte nell'esplosione, è di 65, ma si calcola che almeno 4000 persone, nel corso degli anni, si siano ammalate di tumori riconducibili agli effetti delle radiazioni. Si stima inoltre che ancora in questi anni siano nati bambini già malati, da madri esposte alle radiazioni ancora prima di nascere. 

Il disastro di Chernobyl rimane, a distanza di oltre 30 anni, una delle più grandi tragedie mai avvenute: risulta "raggiunta e forse superata" solo da quella di Fukushima del 2011 e portò a un referendum, nel 1987, che disse NO al nucleare.



Tra note e parole: Laura Pausini




"Tra note e parole" di questa settimana è dedicato a Laura Pausini.

Laura Pausini, la forza della semplicità (di Fabrizio Bordone)
Si dice spesso che noi italiani siamo esterofili, sempre pronti a fare ponti d’oro per quegli artisti che arrivano da oltre frontiera. Quando nei primi anni sessanta esplose la Beatles-mania, qualunque articolo made in England era subito oggetto di venerazione, su un piano diverso, la stessa cosa avvenne dopo lo sbarco alleato e tutto ciò che era americano diventava ambito. Ma tutto il mondo è paese, questo preambolo serve per dire che in America Latina i cantanti italiani sono considerati i numeri uno, è una costante che si perpetua da sempre. 

Laura Pausini è tra questi, il successo e la fama che gode da quelle parti non ha paragoni in patria, la relativa facilità di incidere dischi in una lingua poco ostica come lo spagnolo aiuta molto. Per assecondare la sua passione per il canto, è stata agevolata dal padre che la portava con sé nelle serate di pianobar arrivando persino a formare un vero e proprio duo stabile e definito. La ragazzina ha una voce notevole, canta in modo naturale senza forzature, inevitabilmente conviene giocarsi la carta dei concorsi canori locali, una prassi comune che quantomeno serve a forgiarsi. Lo stesso padre la iscrive di nascosto al Festival di Castrocaro dove la futura Laura Pausini che conosciamo non arriva in finale. Sebbene vinca il concorso di selezione per accedere a Sanremo giovani, non viene convocata ma l’appuntamento con il destino è solo rimandato di poco. Siamo nel 1993 e, finalmente, Laura Pausini approda al Festival nella sezione giovani con un brano che parla di un amore adolescenziale finito, “La Solitudine”. Il brano vince, supera di una manciata di voti “Ma Non Ho Più La Mia Città” di Gerardina Trovato, una canzone che ha il solo torto, in senso positivo, di essere poco sanremese rispetto a quella della cantante romagnola. Con “La Solitudine”, Laura Pausini vola in cima alle classifiche, il pubblico apprezza quella che viene definita una canzone acqua e sapone eseguita dalla ragazza della porta accanto. La critica, nella sua espressione positiva lo giudica un brano semplice, interpretato da un’ottima voce che si destreggia con bravura in cambi di tonalità non semplici. Ma i commenti non risparmiano il fatto che si tratti del classico brano da Sanremo con un testo scontato e poco originale. Tuttavia, chi vince ha sempre ragione e la canzone diventa un tormentone ed un classico del pop melodico moderno, riservando a Laura Pausini onori e trionfi in mezzo mondo: “Marco se n'è andato e non ritorna più. Il treno delle sette e trenta senza lui è un cuore di metallo senza l'anima nel freddo del mattino grigio di città…”. “La Solitudine” viene incisa in diverse lingue e la Pausini ha sempre dichiarato di essere molto legata a questo brano per lei fondamentale. Ha solo diciannove anni Laura Pausini, da brava ragazza qual è, non tralascia di frequentare la scuola per diplomarsi in Arte e ceramiche, materia principe per la città di Faenza dove vive, per questo motivo il primo album omonimo viene inciso di notte. Il disco contiene un altro classico, “Non c’è” e “Mi Rubi L’Anima”, in duetto con Raf, mentre “Perché Non Torna Più” è dedicata a due amiche scomparse tragicamente in un incidente.

Da vincitrice delle giovani proposte, al Sanremo successivo partecipa con i big presentando “Strani Amori”, brano dato come favorito ma arrivato poi terzo. La ragazza della porta accanto, ha solo vent’anni, è diplomata e parte per l’estero, non come tanti coetanei che non trovano lavoro e cercano fortuna altrove bensì per sfruttare il momento favorevole dei mercati discografici d’oltreconfine. Inizia una sequela infinita di riconoscimenti e di dischi di platino e, album dopo album, singolo dopo singolo, il fenomeno Laura Pausini assume una dimensione internazionale di rilievo. Solamente al terzo album, raggiunge l’impressionante cifra di ottanta dischi di platino e qui bisogna aprire una parentesi. Se una volta il disco di platino significava aver venduto una quantità enorme di dischi, da diversi anni questo traguardo è rapportato al mercato di ogni singolo Paese; ci sono posti dove lo si può ottenere agevolmente ed altri dove l’impresa risulta più difficile ma rimane un dato inconfutabile: senza talento e sacrifici non si ottiene niente e comunque ottanta al terzo disco è un numero gigantesco.

Laura Pausini, obiettivamente non ha prodotto dei capolavori, il suo è un pop piuttosto commerciale, si avvale di buoni musicisti, è impegnativo incidere in tante lingue diverse ma il suo punto di forza è la semplicità, peculiarità amata dal pubblico e la sua vocalità forse anche troppo perfetta. Persona semplice quindi, genuina come la sua zona d’origine, anche autoironica e comunicativa come testimonia la buona riuscita del programma Tv con la strepitosa Paola Cortellesi, “Laura & Paola”. 
Ambasciatrice dell’Unicef, le sue iniziative benefiche di ogni genere sono incalcolabili così come le collaborazioni con altri artisti e le partecipazioni ad eventi musicali prestigiosi. Una ragazza umile, mai sfiorata dal gossip, mamma felice che nonostante i tanti anni passati a girare il mondo non ha mai rinnegato le proprie radici. Come dice in un recente, ennesimo successo, una donna innamorata della vita, una donna semplice che della semplicità ha fatto la sua forza: “Tu non sai cosa può fare una donna innamorata. Una donna innamorata della vita come me…”.

- venerdì alle 9:30
- sabato alle 19:15



mercoledì 25 aprile 2018

Laboratorio di Tomi Janezic su Psicodramma per il #NapoliTeatroFestival




Tomi Janežič propone per il secondo anno un workshop basato sullo psicodramma quale piattaforma per le diverse tecniche creative dell’attore e i molteplici princìpi sui quali si basano. I partecipanti selezionati hanno modo di esplorare le proprie specificità e potenzialità nei/dei processi creativi. Dall’altra parte, il laboratorio sperimenta l’applicazione di tecniche psico-drammatiche direttamente sul testo e sul personaggio teatrale. L’accento è posto sull’uso dello psicodramma quale strumento per superare le barriere personali e relazionali; sulle resistenze che si possono presentare quando ci confrontiamo con compiti creativi e quando esploriamo i princìpi basilari della recitazione in diversi sistemi (percepiti come opposti). Il focus si basa su esempi tratti dal metodo di Strasberg e di Cechov, introducendo l’applicazione delle tecniche dello psicodramma al processo creativo della recitazione come è uso creativo della teoria del ruolo, analisi attiva e creativa per esplorare la vita di un personaggio, le sue relazioni, le situazioni gli eventi, le circostanze date.

«Si crea tutti i giorni sul palcoscenico, e non si creano solo scene o spettacoli, si creano anche rapporti, creiamo anche noi stessi. Sicuramente si “costruisce” in teatro come “costruiamo” anche nella vita, anche se molte volte non ne siamo consapevoli». Tomi Janežič

martedì 24 aprile 2018

Voci della Resistenza: Vega Gori, "Ivana".




"Ivana racconta la sua Resistenza" racconta la sua Resistenza è un libro scritto da Vega "Ivana" Gori e Maria Cristina Mirabello (madre e figlia), uscito nel 2013 per le Edizioni Giacché. 

Vega Gori (il nome deriva dalla stella), “Ivana” nella lotta partigiana (perché il nome mi piaceva, dice la signora Gori) entra nella Resistenza spezzina a 17 anni, perché era il momento di decidere da quale parte stare e lei aveva deciso di rischiare in prima persona per combattere il regime fascista.
Era una brava dattilografa, sapeva andare in bici e fu “arruolata” per diffondere la stampa clandestina. 

Ogni giorno passava con la sua bici (da uomo) davanti al Palazzo della Prefettura fascista; lei carica di stampa clandestina, i due piantoni fascisti che si limitavano a fischiarle dietro, fino a che, per provocazione, decise di tingersi di rosso la camicetta. Ma niente, non successe nulla. I due giovanotti si limitarono a continuare a fischiarle dietro.

Tanto coraggio, un po’ d’incoscienza, ma la convinzione di fare la cosa giusta vincevano anche la normale paura. Vega è una ex ragazza, una donna come tante che hanno fatto la Storia, che hanno contribuito a cambiare l’Italia non meno degli uomini che andavano in guerra. 

La figlia, Maria Cristina Mirabello, ha raccontato che questo libro è frutto di una sorta di “braccio di ferro” tra lei e la madre, che si opponeva a questo progetto. Ma, per nostra fortuna, questa piccola “battaglia”, Vega l’ha persa e oggi la sua esperienza è patrimonio di tutti.

(Claudia Bertanza)

Faenza, la Bandabardò festeggia i 25 anni.




E' nata oggi ufficialmente a Faenza l'Associazione dei Familiari della Battaglia di Liberazione di Purocielo e Cà di Malanca con la Bandabardò che ha fatto da testimonial alla Libreria Moby Dick per la nascita di questa neonata realtà.


Tale neonata associazione, che nasce sulla spinta di numerose realtà familiari, principalmente quelle presenti a Cà di Malanca , oggi Museo della Resistenza di grande rilevanza, quali le Famiglie Tozzi , Sangiorgi e Visani, e tante altre, vuole proseguire in un periodo significativo come questo nella valorizzazione del ruolo delle Famiglie nella Lotta di Liberazione dal Nazifascismo portando il suo contributo di idee e proposte tenendo viva la memoria di tali Famiglie - oltre 50 quelle invitate, avvisate e coinvolte in tale progetto - e delle Famiglie che in tutta Italia hanno fornito un appoggio logistico e strategico fondamentale ai Partigiani per la Liberazione dell’Italia dalla Dittatura verso la Democrazia.


Oggi, riunitisi per ricordare la Liberazione, alla Libreria Moby Dick di Faenza l'Associazione con il Presidente Giuliano Visani e i rappresentanti Rino Tozzi e Adriana Visani e Giordano Sangiorgi, tra i presenti, hanno premiato i 25 anni di Musica Resistente della Bandabardò che celebrò i suoi 20 anni di attività proprio al MEI di Faenza del 2013 con oltre 10 mila presenze in Piazza del Popolo e che di fronte alla bellezza della Piazza del Popolo e della Piazza del Duomo di Faenza ha espresso tutto il suo apprezzamento per Faenza e la bellezza del suo centro e la sua animosità quando vi è il Meeting delle Etichette Indipendenti, al quale hanno partecipato numerose volte.



Nella foto i rappresentanti dell'Associazione consegnano la Targa alla Bandabardò per i 25 anni di Musica Resistente realizzata dalla Casa della Musica, Mei e AudioCoop che con il cantante Enriquez, leader e frontman della band a nome di tutto il gruppo ha dichiarato : "Oggi come cittadini siamo soddisfatti di ricevere questo premio che tiene viva la memoria della Battaglia di Liberazione dal Nazifascismo, una tematica che ci ha sempre contraddistinto nelle nostre musiche e anche in alcuni particolari progetti sui temi della Resistenza realizzati con altre band e siamo ben lieti di essere i testimonial della nascita di tale Associazione che vuole tenere viva la memoria delle Famiglie che hanno lottato per la Liberazione dal Nazifascismo".



"Dopo questa consegna" ha dichiarato Giuliano Visani Presidente dell'Associazione "lavoreremo a fianco dei Comuni dell'Unione Romagna Faentina e delle Anpi per ricordare le tante famiglie che a Purocielo e a Cà di Malanca hanno lottato per la Liberazione, dopo aver posto l'anno scorso la prima targa proprio a Cà di Malanca".

Gatta Cenerentola, nella colonna sonora il brano "Napule", di Federico Odling e Roberto del Gaudio


Prosegue il successo di “Gatta Cenerentola”, lo straordinario lungometraggio di animazione di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, che fa rivivere l’antica fiaba di Giambattista Basile in una Napoli futuristica e visionaria. Dopo la presentazione alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film ha continuato a raccogliere consensi di pubblico e critica, fino al successo dei David di Donatello 2018, dove si è presentato con sei nomination venendo infine premiato per la Migliore Produzione e per i Migliori Effetti Digitali.


Nella colonna sonora di “Gatta Cenerentola” è presente anche il brano Napule, scritto e composto da Federico Odling e Roberto del Gaudio, interpretato dai Virtuosi di San Martino insieme a Massimiliano Gallo.



Attivi fin dal 1994, i Virtuosi di San Martino hanno creato la loro formula artistica a cavallo tra teatro e musica, unendo le sonorità e le forme provenienti dal mondo classico e tradizionale a veri e propri momenti di avanspettacolo, attraverso intuizioni imprevedibili e inattese. La visione artistica dei Virtuosi di San Martino è perfettamente racchiusa in Napule, brano che pare voler richiamare nelle musiche le atmosfere tipiche di una canzone popolare anni’30, per poi sorprendere con il suo testo irriverente e dissacrante, nel quale vengono messi in gioco tutti i luoghi comuni con i quali più spesso Napoli viene associata. Così, tra qualcuno che dà fuoco all’immondizia, tre quaglioni che fanno una rapina, la nube di diossina che è arrivata a Mergellina, abitanti mariuoli e fetenti, i Virtuosi di San Martino con il loro coro chiosano la canzone facendo il verso al contempo alla città e ai suoi detrattori.


Roberto Del Gaudio, attore, cantante, drammaturgo, regista è cofondatore dei Virtuosi di San Martino. Già collaboratore del Corriere del Mezzogiorno e di Metrovie (Il Manifesto), Del Gaudio ha pubblicato Medea Marturano (Guida 2004) e, con Gianluca Giannini e Nicola Russo, Dialoghi eretici (Il Nuovo Melangolo 2014).

Federico Odling, compositore, violoncellista e direttore d’orchestra. Diplomato al Conservatorio di Genova, è cofondatore dei Virtuosi di San Martinoper i quali è autore dell’intero repertorio. Svolge inoltre l’attività di compositore per il teatro e per il cinema collaborando con diverse personalità artistiche (Teatri Uniti, Renato Carpentieri, Edoardo Erba, Maria Amelia Monti, Antonio Capuano …).

La colonna sonora di “Gatta Cenerentola”, pubblicata da Ala Bianca, è disponibile in CD e in doppio vinile da collezione, oltre che in digitale presso tutti i principali store e servizi streaming.

lunedì 23 aprile 2018

Premio Bindi 2018, ultimi giorni per iscriversi.




Mancano pochi giorni alla scadenza del bando di concorso del Premio Bindi 2018, uno dei più affermati concorsi e festival italiani dedicati alla canzone d’autore, intitolato a Umberto Bindi, indimenticato cantautore genovese, e che si svolge a Santa Margherita Ligure (Ge).

L’iscrizione è gratuita. La domanda deve essere spedita entro e non oltre il 1° maggio 2018 esclusivamente tramite il sito www.premiobindi.com nell’apposita sezione. Sul sito è disponibile anche il bando completo del concorso con il dettaglio dei vari premi.

Caratteristica del Premio Bindi è quella di non premiare una singola canzone, ma l'artista nel suo complesso, dal momento che tutti i finalisti avranno modo di eseguire quattro canzoni, tre proprie e una cover.

Il 1° classificato riceverà una targa di riconoscimento e una borsa di studio di 1000 euro. Ma molti altri sono i premi in palio, come la “Targa Giorgio Calabrese” al miglior autore, assegnata in collaborazione con Warner Chappell Music Italiana, e la “Targa Beppe Quirici” al miglior arrangiamento e composizione musicale

Il concorso è riservato a singoli o band che compongano le proprie canzoni. Non ci sono preclusioni per il tipo di proposte artistiche, da quelle stilisticamente più tradizionali a quelle più innovative. Fra tutti gli iscritti, una commissione selezionerà dieci artisti che si esibiranno nella finale del 7 luglio 2018 a Santa Margherita Ligure, di fronte ad una prestigiosa giuria composta da musicisti, giornalisti e addetti ai lavori.

Sono molti ormai i vincitori del Premio Bindi, giunto alla 14a edizione, ad essersi affermati nel mondo della musica, da Mirkoeilcane a Zibba, Quest’ultimo dall’anno scorso è il direttore artistico del Premio, che si svolgerà dal 6 all’8 luglio e, oltre al concorso, ospiterà presentazioni, live e showcase.

Le scorse edizioni del Premio sono state vinte da Lomè (2005), Federico Sirianni (2006), Chiara Morucci (2007), Paola Angeli (2008), Piji (2009), Roberto Amadè (2010), Zibba (2011), Fabrizio Casalino (2012), Equ (2013), Cristina Nico (2014), Gabriella Martinelli (2015), Mirkoeilcane (2016), Roberta Giallo (2017).



Il Premio Bindi è sostenuto dal contributo del Comune di Santa Margherita Ligure, della Regione Liguria e della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Il Sindaco di Santa Margherita Ligure, Paolo Donadoni, ha dichiarato: “Santa Margherita Ligure città della musica grazie ai suoi concerti, ai suoi festival, ai corsi di perfezionamento a Villa Durazzo. Città della musica grazie al Premio Bindi che ha saputo scoprire talenti ma che soprattutto dà un’occasione ai giovani artisti emergenti. Buon lavoro a tutti in primis al direttore artistico Zibba”.



Per maggiori informazioni:

Associazione Culturale Le Muse Novae – Tel 0185-311603 – www.premiobindi.com -

Sotto a chi legge: "La guerrera", di Marilù Oliva


La Trilogia della Guerrera, di Marilù Oliva, sarà l'opera recensita questa settimana nella rubrica "Sotto a chi legge".
La protagonista è Elisa Guerra, soprannominata La Guerrera, salsera e lottatrice di capoeira, appassionata di criminologia e spalla dell'ispettore Gabriele Basilica

Marilù Oliva, bolognese, è scrittrice, saggista e insegnante di lettere alle scuole superiori.

"Sotto a chi legge" va in onda:

- martedì alle 9:30
- mercoledì alle 19:15

Jula De Palma e Mina nella nuova puntata del "Fonografo".



La nuova puntata di "Dal fonografo al microsolco" vede come unico protagonista Massimo Baldino

Ascolteremo, tra l'altro, la mitica Jula de Palma, grande amica di Radio Il Discobolo, che proprio due giorni fa (il 21 aprile) ha festeggiato il compleanno. 
Grande protagonista della musica italiana, Jula ha girato anche alcuni film nelle vesti di attrice. Il suo brano più famoso rimane sicuramente "Tua", che interpretò al Festival di Sanremo del 1959 con Tonina Torrielli. Il brano ebbe grande successo di pubblico e di giuria (si classificò al quarto posto), ma fu travolto dalle polemiche, perché l'interpretazione della De Palma venne giudicata troppo sensuale. 



Massimo Baldino però ci farà ascoltare "Una poesia e una musica", brano risalente al 1954. In attesa di sentire la sua bella voce, facciamo alla signora De Palma i nostri migliori auguri. 

La puntata si concluderà con Mina e la canzone "Sabato notte", sigla finale della prima edizione di "Studio Uno", del 1961. 

La trasmissione andrà in onda:

- martedì alle 10
- mercoledì alle 14:30
- giovedì alle 18
- venerdì alle 21







sabato 21 aprile 2018

"Varietà Varietà", ascolteremo la voce di Gabriella Ferri.



La nuova puntata di "Varietà Varietà" vedrà tra i protagonista Gabriella Ferri.
Romana, nata nel 1942, è stata leggendaria interprete di canzoni popolare romane e napoletane, nonché attrice teatrale.

Visse, tra gli anni Sessanta e Settanta, un momento di grande notorietà, grazie alle moltissime apparizioni televisive. A poco a poco, però, le sue apparizioni in pubblico diminuirono e la Ferri finì per essere messa da parte, anche se mai dimenticata dal pubblico. 

Muore a Corchiano, in provincia di Viterbo, il 3 aprile 2004, cadendo dal balcone di casa. Si ipotizzò un suicidio, ma la famiglia smentì, attribuendo la caduta a un malore. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, allestì la sua camera mortuaria in Campidoglio: migliaia di romani le resero omaggio.


La trasmissione andrà in onda:

- domenica 22 alle 10
- sabato 28 alle 18

Il grande teatro in radio: "Il malato immaginario".

 (Le Malade Imaginaire, dipinto di Honoré Daumier)

"Il malato immaginario" è una delle opere più famose del commediografo francese Molière. 

L'opera fu scritta da Moliére durante il suo ultimo anno di vita e rappresentata per la prima volta nel 1673, al Palais-Royal di Parigi. Nel 17° secolo, in Francia, "immaginario" equivaleva a "pazzo".
L'opera è composta da tre atti, tutti seguiti da altrettanti intermezzi.
La commedia è intrisa di realismo. Lo stesso protagonista, che si presenta come un classico personaggio farsesco, pronuncia a tratti affermazioni lucide e ragionevoli, mostrando un cinismo e una disillusione che tradiscono le amare riflessioni dello stesso autore, il quale approfitta delle occasioni comiche offerte dalla trama per introdurre in modo inaspettato un'aspra denuncia della società a lui contemporanea. Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.

Nel 1979 l'opera è diventata un film di Tonino Cervi, con Aberto Sordi nel ruolo del malato immaginario.

Noi ne ascolteremo una versione del 1970, interpretata da Aldo Giufrrè e Paolo Bonacelli.

L'appuntamento è per domenica e lunedì alle 21.




giovedì 19 aprile 2018

Tra note e parole: Mina.


Non è una semplice cantante, Mina, ma una vera e propria icona italiana, conosciuta e amata in tutto il mondo. 
Famosa, oltre che per la sua inconfondibile voce, anche per le molte trasmissioni tv alle quali ha partecipato negli anni Sessanta e Settanta, ha interpretato brani di famosissimi artisti, tra cui Lucio Battisti. Grazie a lei, "La canzone di Marinella" di Fabrizio De André (come ufficialmente riconosciuto dal cantautore genovese) arrivò al successo. 

Il suo mito è alimentato dalla decisione di non comparire più in pubblico da oltre vent'anni: Mina continua comunque a incidere un disco di inediti ogni anno. 

A lei sarà dedicata la nuova puntata di "Tra musica e parole", in onda venerdì alle 9:30 e sabato alle 19:15 su Radio Il Discobolo



martedì 17 aprile 2018

Arrivano le 100 canzoni di Giannelli e Calomino.

Enzo Giannelli e Simone Calomino ci propongono, in questa trasmissione, "100 canzoni salvate dall'oblio": selezione di brani recuperati a Enzo e restaurati da Simone. Si tratta di canzoni italiane, scritte tra i primi del Novecento e gli anni '50 e registrate dal 1952 al 1953. Sono tutte canzoni registrate dal vivo e mai pubblicate su disco. 

Noi ve le proponiamo in anteprima assoluta!!!

Appuntamento a:

- mercoledì alle 10
- giovedì alle 14:30
- venerdì alle 18
- sabato alle 21


lunedì 16 aprile 2018

"Dal fonografo al microsolco", in onda con Bruno Lauzi


Continua il viaggio di Sandro Alba e Massimo Baldino nella storia della musica. Questa settimana ascolteremo, tra gli altri, Nunzio Filogamo in una delle sue poche escursioni nel mondo della canzone come interprete: "Mi chiamo Viscardo", degli anni Trenta.

Andando avanti nel tempo, arriveremo a Bruno Lauzi caduto in mare nella celeberrima "Onda su onda", brano scritto da Paolo Conte nel 1974. 

La trasmissione va in onda:

- martedì alle 10
- mercoledì alle 14:30
- giovedì alle 18
- venerdì alle 21






Sotto a chi legge: "La libellula", di Amelia Rosselli.



Nell'appuntamento di questa settimana di "Sotto a chi legge" ascolteremo la recensione del libro "La libellula", di Amelia Rosselli

Il poema La Libellula di Amelia Rosselli scritto nel 1958 ha come tema centrale la libertà. Il tono “piuttosto volatile” è concepito (è sempre l’autrice a suggerirlo) in “forma di drago che si mangia la coda” o a imitazione di un “rullo cinese” è abbandonato o forse compresso in “Serie ospedaliera”, componimenti caratterizzati da una densità oracolare – folgorante, impenetrabile e straziata -, contaminati da qualcosa ‘di meccanico” che prende una sua forma.

Amelia Rosselli. 


Amelia Rosselli (Parigi, 28 marzo 1930 – Roma, 11 febbraio 1996) è stata una poetessa, organista ed etnomusicologa italiana che ha fatto parte della "generazione degli anni trenta", insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Era figlia dell'esule antifascista Carlo Rosselli

La trasmissione va in onda:

- martedì alle 9:30
- mercoledì alle 19:15

domenica 15 aprile 2018

Teatro in Radio, doppio appuntamento.




Doppio appuntamento con la grande prosa in radio, questa settimana.

Domenica 15 alle 21: "L'amore con la A maiuscola", di André Birabeau. 
Ascolteremo una versione del 1970, con l'interpretazione di Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice.

André Birabeu commediografo francese (Parigi 1890-1974). Autore di numerose commedie abilmente congegnate e ispirate a casi e personaggi della vita quotidiana, ebbe il suo periodo d'oro tra le due guerre mondiali.

Lunedì 16 alle 21: "Vittoria", di William Somerset. 
Versione del 1970, con Giuliana Lojodice. 

William Somerset, scrittore e commediografo britannico (1874-1965). 


sabato 14 aprile 2018

Varietà Varietà, c'è anche "The Voice".




Nella puntata di "Varietà Varietà" in onda da domenica 15 aprile avremo il piacere di gustarci uno sketch con protagonista l'attrice Monica Vitti

Tra i cantanti, ascolteremo "The Voice", il grande Frank Sinatra, mito indiscusso della storia della musica internazionale, di cui quest'anno ricorre il ventennale della scomparsa. 



La trasmissione va in onda:

- domenica alle 10
- sabato alle 18

giovedì 12 aprile 2018

Tra note e parole:Ornella Vanoni.




"Tra note e parole" di questa settimana è dedicato a Ornella Vanoni, vera e propria signora della musica italiana; è in attività dal 1956 e a Sanremo 2018 è riuscita ancora a incantare il pubblico. 
Non c'è solo la musica, nella sua carriera: ha lavorato anche al cinema e in televisione come attrice. 

La trasmissione va in onda:

- venerdì alle 9:30
- sabato alle 19:15



mercoledì 11 aprile 2018

Il Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo sabato 14 a Fivizzano.



Si avvicina la serata del 14 aprile: a Fivizzano, in Lunigiana, si svolgerà la serata finale del Lunigiana Film Fest, con la proiezione dei cinque corti finalisti e la premiazione. 

Nel corso della serata, che avrà inizio alle 20:30 con l'inaugurazione di una piccola mostra di foto di scena, interverranno alcuni ospiti e verrà presentata anche la nostra associazione, grazie alla partecipazione di Giacomo Schivo. 

Questi i titoli dei cortometraggi giunti in finale: 

- Lo sai che gli alberi parlano? Regia di Simone Rabassina e Carmine Parrella 

- Sam. Regia di Alberto Vianello. 

- Il bello di Firenze. Regia di Riccardo Valesi. 

- Spoon River a Lampedusa. Regia di Rosario Santella. 

- Risorse umane. Regia di Ideo Grossi. 

Fanno parte della giuria: Francesco Tassara, fotografo e regista; Roberto Bocchi, attore, Francesca Nobili, assessore alla Cultura del Comune di Fivizzano. Presiede Vinicio Ceccarini, ideatore del Premio Pavlova. 

I premi sono realizzati dal giovane artista spezzino-lunigianese GianMaria Macchiavelli.


lunedì 9 aprile 2018

La neo-settantenne Patty Pravo nella nuova puntata di "Dal fonografo al microsolco".


Ritorna anche questa settimana "Dal fonografo al microsolco", con Sandro Alba e Massimo Baldino

Tra le varie canzoni che ascolteremo, ci sarà "Tutt'al più" della neo-settantenne Patty Pravo, che proprio oggi, 9 aprile, ha festeggiato il compleanno. 



Nel fare tantissimi auguri alla "ragazza del Piper", vi diamo appuntamento a:

- martedì alle 10
- mercoledì alle 14:30
- giovedì alle 18
- venerdì alle 21



Sotto a chi legge: "Da dove sto chiamando", di Raymond Carver.


I trentasette racconti che compongono Da dove sto chiamando, selezionati da Carver poco prima della sua scomparsa e presentati nelle versioni da lui predilette, permettono di tracciarne appieno il percorso artistico, dagli esordi fino al conclusivo, sorprendente, omaggio cechoviano di L'incarico, dove gli ultimi giorni del grande scrittore russo vengono ripercorsi con affettuosa sobrietà, filtrati dallo sguardo attonito di un giovane cameriere d'albergo.

Raymond Carver


Scrittore, poeta, saggista statunitense (1938-1988).

"Sotto a chi legge" va in onda:

- martedì alle 10
- mercoledì alle 19:15


sabato 7 aprile 2018

Teatro in radio: "L'inserzione", di Natalia Ginzburg



"L'inserzione" è una commedia in tre atti di Natalia Ginzburg, scritta nel 1969. La ascolteremo in una versione del 1970, interpretata da Adriana Asti e Franco Interlenghi. 

Franco Interlenghi.


Inizia la carriera come attore bambino nel 1946, quindicenne, come co-protagonista, con Rinaldo Smordoni, del film neorealista Sciuscià, di Vittorio De Sica
Per Interlenghi il film di De Sica fu solo l'inizio di una lunga carriera di attore. Con un volto di giovane bello e una recitazione intensa e pulita, fu interprete di molti film di Michelangelo Antonioni, Federico Fellini e Mauro Bolognini. Recitò in Don Camillo (1952), I vinti (1953), I vitelloni (1953), Giovani mariti (1958). Luchino Visconti lo diresse a teatro in Morte di un commesso viaggiatore.

Interlenghi continuò una carriera dignitosa, ma non più di primo piano. Le sue interpretazioni diventarono sempre più caratterizzate, prestandosi a personaggi di secondo piano, ma dalla resa cinematografica molto efficace.

È morto a Roma nella sua casa nei pressi di Ponte Milvio la mattina del 10 settembre 2015 all'età di 83 anni.

Alla sua memoria è dedicato il documentario Sciuscià 70 di Mimmo Verdesca.

L'appuntamento è per domenica 8 e lunedì 9 alle 21.



Ugo Tognazzi a "Varietà Varietà".




Tra le voci protagoniste della nuova puntata di "Varietà Varietà" ci sarà anche quella dell'attore, regista e sceneggiatore cremonese Ugo Tognazzi, scomparso nel 1990 a 68 anni. 

Famoso per i suoi numerosi amori (ebbe quattro figli da tre donne diverse) e per la sua goliardia, Tognazzi amava anche cucinare e mangiare bene. Le sue ricette sono contenute nel libro "L'Abbuffone. Storie da ridere e ricette da morire". 



"Varietà Varietà" vi aspetta:

- domenica 8 alle 10
- sabato 14 alle 18:30

www.ildiscobolo.net
http://178.32.137.180:8555/stream

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