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martedì 8 marzo 2016

8 marzo: l'esempio di Franca Viola

Nella giornata che celebra le donne, vogliamo ricordare una figura femminile che, con il suo esempio, è di diritto entrata nella storia: Franca Viola, la prima ragazza che rifiutò il matrimonio riparatore dopo uno stupro.




 Franca nacque ad Alcamo nel 1947 e a 15 anni si fidanzò con Filippo  Melodia, giovane benestante e nipote di un mafioso, che venne però arrestato per appartenenza mafiosa e furto. Dopo questi avvenimenti  Bernardo, il padre di Viola, ruppe il fidanzamento della giovane figlia; questa decisione scatenò le ire della famiglia Melodia, ma nonostante le minacce e gli attentati al casolare in cui vivevano i Viola, Bernardo non cambiò la sua decisione.
Il 26 dicembre del 1965 Franca fu rapita da Melodia, che la tenne segregata per 8 giorni e la violentò. Secondo la morale dell’epoca la giovane Franca, non più vergine, quindi disonorata, “donna svergognata“, sarebbe stata costretta costretta a rimanere zitella, a meno che non avesse accettato un matrimonio riparatore con il suo aguzzino; infatti la legislazione dell’epoca prevedeva l’estinzione del reato di stupro attraverso il matrimonio tra vittima e carnefice e la violenza sessuale era considerata reato contro la morale e non contro la persona (e questo cambiò solo nel 1996).
Ma Franca non lo accettò. Nel corso del processo che seguì l’episodio, la difesa di Melodia cercò di screditare la giovane, cercando di bollare il caso come “fuitina“: invano, perché Melodia venne condannato a 11 anni di carcere: uscito nel 1976, due anni dopo fu ucciso da ignoti con un colpo di lupara. La vita di Franca, con il suo aguzzino in carcere, continuò e la giovane sposò un amico d’infanzia.
Il “no” di Franca Viola rappresenta, ancora oggi, il coraggio, la ribellione di una giovane a una cultura antica e maschilista. Franca Viola è diventata esempio di libertà e dignità, di riscatto, per tutte le ragazze che, in quel periodo e negli anni successivi, subirono quello che passò lei e, grazie al suo gesto, trovarono il coraggio di rifiutare il matrimonio riparatore e andare avanti a testa alta.
Oggi Franca ha due figli e un nipote e vive ancora ad Alcamo, la sua città natale. A lei e al suo coraggio, alla sua dignità, al suo non aver chinato la testa, al suo aver cambiato le cose, dedichiamo oggi la "Festa della donna".  Perché le Franca Viola sono tante e spesso sconosciute, ma sono -ancora- tanti, troppi i Melodia, uomini che pensano di poter disporre a loro piacimento di mogli, fidanzate, amiche e non solo.

(Claudia Bertanza)




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