giovedì 12 ottobre 2017

MISFF – Montecatini International Short Film Festival dal 20 al 26 ottobre

MONTECATINI- Presentata oggi l’edizione numero 68 (dal 20 al 26 di ottobre), del festival del cortometraggio più antico d’Italia: il MISFF – Montecatini International Short Film Festival.

Marcello Zeppi, Presidente del Festival, ha presentato le novità dell’edizione 2017 nel corso di una conferenza stampa alla Casa del Cinema di Roma, alla presenza di Edoardo Fanucci (Vice Presidente Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati), Antonino Moscatt (Camera dei Deputati), Gianluca Quadrana (Vice Presidente della Regione Lazio), Laura Nolfi (Assessore alle politiche dell’Istruzione, Cultura, Sport, e Edilizia Scolastica del Comune di Anzio), Angelisa Castronovo (avvocato esperto del settore cinema e spettacolo), e Federica Vincenti, cantante e produttrice, già ospite dell’edizione 2016 del MISFF e presente anche quest’anno, dopo il fortunato lancio del suo primo singolo “Sorry”, per portare a Montecatini il suo know how nella produzione e nella gestione di progetti cinematografici.

Presente in sala anche un gruppo di autori, affiliati alla FEDIC (la Federazione Italiana dei Cineclub), storico partner fondatore del MISFF, che vedranno le loro opere in concorso a Montecatini. Talenti come Emanuela Ponzano, qualificata agli Oscar 2018 con il suo cortometraggio “La slitta”, in selezione a Montecatini, Max Nardari, regista, sceneggiatore e autore musicale, che con il cortometraggio “Uno di noi” affronta il tema delle adozioni e di pregiudizi razziali, Pierfrancesco Campanella, regista e produttore reduce dal successo ottenuto dal suo corto “L’amante perfetta” in vari festival nazionali, e Valerio Cicco in gara a Montecatini con “L’appello” (grazie al contributo dato al MISFF dalla Regione Lazio e dal Comune di Anzio), realizzato nella 4a classe dell'Istituto comprensivo Gianni Rodari Anzio 3 e proiettato all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. 
Un’opera che ha già riscosso notevole successo di critica: Roberto Saviano e il Presidente del Senato Pietro Grasso hanno voluto complimentarsi direttamente con il regista per il suo richiamo –diretto e anticonformistico- al valore civile e all’educazione delle coscienze dei più giovani, nel venticinquesimo anniversario della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Cicco ha parlato nell’occasione del suo prossimo lavoro, dal titolo provvisorio “Operazione Singer”, che racconta una storia di resistenza famigliare, tramandata dalla stessa nonna di Cicco, che risale al periodo bellico e agli sfollamenti della popolazione locale ad opera dei tedeschi. Il trailer sarà proiettato in anteprima a Montecatini, nel corso del Festival.

Gli autori.

Un’edizione, quella 2017 del MISFF (organizzata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri), che riparte con una serie di numeri da record: 155 proiezioni, 16 tavole rotonde e Masterclass, oltre 70 nuovi progetti di Cinema che saranno presentati ai produttori, oltre 150 Volontari selezionati nelle scuole grazie ai Progetti di Alternanza Studio Lavoro portati avanti da Marcello Zeppi nei licei e negli Istituti Superiori, e da oltre 500 membri nelle Giurie Popolari.

Tutto questo, per un evento che ha visto l’anno scorso a Montecatini in totale oltre 5mila presenze. Il piccolo centro termale toscano diventa infatti per una settimana un crocevia internazionale; le 155 proiezioni arrivano infatti da 57 paesi differenti: dall’Italia, con 30 titoli di giovani emergenti in gara, fino a Spagna, Germania, Svezia, Olanda, Danimarca, Finlandia, Israele, Stati Uniti, Canada e una forte componente asiatica, grazie alla partecipazione di una dozzina di cortometraggi tra Cina, India, Corea del Sud, Taiwan, Singapore e Giappone. Segno tangibile di un Festival in continua crescita, che ha saputo cogliere le opportunità della globalizzazione creando una sorta di “internazionale del cinema”, grazie anche ai gemellaggi con numerosi festival cinematografici internazionali (il portoghese Avanca Film Festival, il francese Festival International du Film sur le Handicap (FIFH), lo spagnolo FEC - Festival Europeu de Curtmetratges e il Valletta Film Festival), con i quali ha creato una vera e propria rete internazionale, che promuove eccellenze cinematografiche e giovani talenti emergenti. I gemellaggi sono stati tutti costruiti caparbiamente dal Presidente del MISFF Marcello Zeppi, che ha invitato personalmente a Montecatini Direttori, Presidenti e Fondatori Docenti di Master Class dei Festival, tra cui, solo per citarne alcuni, Antonio Costa Valente (Avanca Film Festival) Angelique Müller (Valletta Film Festival) Fedor Krat (Bridge of Arts, Russia; “I Can See You”, vincitore di questo Festival, è entrato nella Selezione Ufficiale del MISFF), Christian Inaraja (FEC) Katia Martin Maresco (FIFH), e Javier Venturi (Usa). Un lavoro di scambio culturale molto proficuo: non solo il MISFF porta in Italia le opere di giovani da tutto il mondo, ma a sua volta promuove il cinema italiano nel mondo, portando all’estero i cortometraggi italiani.

Un Festival, con la supervisione operata dal Direttore Artistico, il critico e giornalista di cinema Giovanni Bogani, che punta sulla qualità. Tanti i generi in concorso: commedia, fantascienza, horror, romantici, sperimentali e di fiction, passati attraverso la rigorosa selezione della Commissione Artistica coordinata da Antonella Santarelli e vagliati dalla Giuria Internazionale. Il MISFF è stato in passato un trampolino di lancio per molti autori: “Per Anna” di Andrea Zuliani, vincitore dell’anno scorso, è anche andato in nomination al David di Donatello, mentre il francese “Le dernier voyage de l'énigmatique Paul WR”, di Romain Quirot, premiato nel 2016 categoria “Best Fiction Film” è poi entrato nella cinquina dei migliori film del New York Sci-fi Film Festival. Cinema vero, per intenditori.

Ma quello che rende davvero unico il MISFF è il suo essere un vero e proprio “laboratorio di cinema” grazie al grande impegno speso nell’ambito della formazione, che si concretizza nell’organizzazione di tre “Authors’ Days” (dal 20 al 22 di ottobre), durante le quali settanta progetti dall'Italia e dall'estero saranno presentati nello storico Cinema Imperiale di Montecatini, con la supervisione di Alessandro Grande, regista e docente di regia e sceneggiatura cinematografica. I giovani autori saranno supportati da un team multidisciplinare (fatto di personalità del mondo del cinema, produttori, registi, sceneggiatori e da coach) che anche grazie ad un attento lavoro, di Pitching, Coaching e Mentoring avranno il compito di contribuire a portare al successo i progetti presentati a Montecatini. La scorsa edizione, aveva visto la partecipazione di 25 autori selezionati da tutta Europa, e quattro di questi progetti sono attualmente in fase di sviluppo.

Gli ospiti.

«Il MISFF si conferma uno degli appuntamenti internazionali più interessanti per il cinema di qualità – dichiara Marcello Zeppi, al sesto anno di conduzione del Festival – ma quello che ci differenzia davvero, e che ci rende unici, è il fatto che questo è un luogo dove – letteralmente - si “fa cinema”. Gli “Authors’ Days”, i laboratori nelle scuole, le Masterclass e le Tavole Rotonde rispondono infatti tutte ad una stessa, unica mission: quella di trasferire conoscenze ed esperienze per accrescere le competenze delle giovani generazioni. Memoria, Identità, Formazione, Inclusione, Appartenenza, Legalità: sono i valori del Festival, e li vogliamo trasmettere, attraverso il fantastico strumento del Cinema, alle nuove generazioni».

Un’edizione quella di quest’anno, che conferma quindi la doppia vocazione del Montecatini International Short Film Festival: da un lato vetrina internazionale, dall’altro palestra per i giovani autori e le promesse del futuro; il Festival infatti si avvale anche del supporto di numerose scuole di cinema, presenti a Montecatini con gli studenti, e promuove al suo interno Masterclass e poi ancora, seminari, Tavole Rotonde, e progetti per le scuole, coinvolte nei laboratori di cinema, condotti da Laura Biggi (Responsabile Nazionale FEDIC Scuola) e dal Presidente Nazionale di FEDIC, Lorenzo Caravello: più di 1.200 studenti, tanti professori e le Dirigenze Scolastiche, continuano a fare “scuola di cinema”.


"Rino Gaetano. Essenzialmente tu" il nuovo libro di Matteo Persica



Questo libro, nato dal meticoloso lavoro del biografo, è “un atto d’amore” nei confronti di Rino Gaetano. Come in Anna Magnani, Biografia di una donna, uno dei libri Odoya più venduti di sempre, Matteo Persica riesce a resuscitare la voce narrante del protagonista senza farsi intimorire dalle lacune: quel che Gaetano non ha detto nelle numerose interviste, lo dicono gli amici, i colleghi, le fidanzate. Le voci di Domenico “Mimì” Messina (amico dai tempi del seminario), Franco Pontecorvi (amico e road manager), Amelia Conte, Daniela (le sue partner), il produttore Giacomo Tosti e molti, molti altri innestate sull’auto-racconto creano una trama fluida che racconta questa vita completamente.

Nel 1978 un ragazzo con il cilindro (una citazione di Ettore Petrolini), un ukulele e un frac pieno di medaglie, sale sul palco dell’Ariston e sbaraglia Anna Oxa con la sua folle lirica. La canzone era “Gianna”, e lui era ovviamente Rino. Da allora la storia della ragazza che “aveva un coccodrillo ed un dottore” non è mai passata di moda nelle discoteche d’Italia. Il cantautore, benché scettico nei confronti del festival, non era alle prime armi. Aveva già scritto il suo cavallo di battaglia “Ma il cielo è sempre più blu”, nato con un giro di piano improvvisato dal pianista Arturo Salteri alla It, costola indipendente della RCA guidata dal talentuoso produttore Vincenzo Micocci.

Il primo LP, Ingresso libero, che il giovane cantautore aveva registrato nel 1974 anche grazie all’intercessione di Antonello Venditti, era stato un mezzo fiasco. Canzoni come “Agapito Malteni il ferroviere”, “Tu forse non essenzialmente tu” o “L’operaio della Fiat (la 1100)” sono state capite ed apprezzate in un secondo momento, ma alla It in quegli anni si era soliti dare una seconda possibilità alle giovani leve. In quel caso si trattava di credere in un giovane autodidatta un po’ beat, che preferiva scrivere testi piuttosto che interpretarli, formatosi più in teatro con la compagnia il Carro di Tespi che leggendo e studiando musica… Eppure l’appassionato chitarrista seppe incanalare un’ispirazione fatta di cose semplici, che coglieva sul tragitto del 60 diurno e notturno, in una serie di canzoni memorabili che svisceravano in rima la condizione dell’Italia degli anni Settanta.

Questo libro contiene la spiegazione di Gaetano dei suoi testi, che tramite la comicità e il nonsense (Jannacci tra i suoi punti di riferimento) trattano di tematiche esistenziali e sociali importantissime come la schiavitù dai prodotti legati al petrolio (“Spendi spandi effendi”) o la totale indifferenza dell’essere umano per il proprio simile (“Mio fratello è figlio unico”). 
Scopriamo così cose intuibili, ma mai profondamente comprese come il fatto che “Aida è anche l’Italia stessa, dalla guerra d’Africa, fino ai giorni nostri. È la storia di una donna, col marito che ha fatto la guerra in Africa, ed è la storia dell’Italia degli ultimi trent’anni”.

La vicenda umana di Rino Gaetano racconta anche la storia di uno show business romano fatto di cabaret che raccoglievano un misto di artisti della provincia italiana e americani, in cui potevi incontrare per caso Lucio Dalla e offrirgli una teglia di gnocchi alla sorrentina “a casa di mamma”, frequentare Francesco De Gregori o, più avanti, suonare in un megaconcerto (i Qconcert) con Cocciante e il gruppo jazz “I Perigeo”. Le interviste in TV le faceva anche Gianni Boncompagni e gli album di Gaetano venivano definiti “ottimi” da Mario Luzzatto Fegiz.

Ma tornando al ritratto di Rino, la sua personalità è racchiusa in fondo in queste quattro frasi:
«Dalla vita uno dovrebbe avere l’essenziale con un pochino di superfluo». Se insisti, e gli chiedi cosa è per lui l’essenziale e cosa il superfluo: «L’essenziale è mangiare, bere, dormire e fare l’amore» ti dice candidamente. «Il superfluo è passare davanti a un bar, vedere un flipper e buttarci dentro cento lire e, magari, pur sapendo che ti chiude il ristorante e non potrai più mangiare, te ne freghi perché il superfluo è più importante dell’essenziale». 

Rimarranno delusi da questa biografia approfondita e poetica i fautori delle teorie del complotto sulla sua morte, i “tiratori di giacchetta” politici e tutti i detrattori della musica del grande Rino.


Matteo Persica si definisce scrittore appassionato di storie vere da raccontare. Ha esordito per Odoya nel 2016 con Anna Magnani. Biografia di una donna, che è stato un grande successo di critica e di lettori. Nel 2010 ha diretto il documentario Nannarella 100; dal 2012 è direttore artistico del Premio Anna Magnani. Nel 2016 ha vinto il premio FS News Radio.



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