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mercoledì 19 aprile 2017

Compleanni celebri: auguri a Fernando Botero

Di Roel - Flickr, CC BY 2.0 

Compie 85 anni oggi, 19 aprile, il pittore e scultore colombiano Fernando Botero.

Negli anni '50 Botero è in Italia, dove conosce le grandi opere del Rinasciamento italiano, soprattutto Giotto e Andrea Mantegna, che lo ispirano a tal punto da riprodurne i capolavori. Celeberrima la sua rivisitazione della "Gioconda" di Leonardo da Vinci.



Caratteristica delle opere di Botero è la predilezione dell'artista per le figure grasse, ma da dove viene questa scelta? 
Tutto ebbe inizio nel 1956, quando l’artista ha ventiquattro anni, e contrariamente (e anche un po’ inaspettatamente) rispetto a quello che si potrebbe pensare, Botero non applicò la sua “dilatazione” a una figura umana o a un essere vivente, bensì a un oggetto: un mandolino. L’artista stava dipingendo uno studio per una natura morta (poi divenuta nota come Natura morta con mandolino) e aveva però raffigurato il foro di risonanza dello strumento in proporzioni decisamente più piccole rispetto al normale, con la conseguenza che il mandolino risultava molto più tozzo e allargato rispetto a un mandolino raffigurato con il foro nelle proporzioni corrette. L’artista fu allo stesso tempo colpito e visceralmente attratto da questa forma dilatata oltre il naturale, perché gli evocava una profonda sensualità. Dopo aver dunque “dilatato” il mandolino, Botero trovò il suo stile, e iniziò a dilatare le forme di altri oggetti, di animali, di esseri umani, conferendo a tutti quell’aspetto “grasso” che costituisce un po’ il suo marchio di fabbrica. (Fonte: www.finestresullarte.info).

Auguri, Maestro!

"Un secolo fa...". Intervista a Enzo Forcella



Per la rubrica "Un secolo fa..." ascolteremo questa settimana un'intervista a Enzo Forcella.

Scrittore, giornalista, storico, nasce a Roma nel 1921 e muore, sempre a Roma, nel 1999. Nel 1975 ha vinto il Premio Bagutta con "Celebrazione di un trentennio".

Ha lavorato per "La Stampa", "Il Giorno" e "La Repubblica" (che ha visto nascere). Tra il 1976 e il 1986 ha lavorato per "Radio 3", inventando la trasmissione "Prima pagina" (rassegna stampa).

Assieme a Francesco Rosi, ha collaborato alla stesura della sceneggiatura di "Le mani sulla città", del 1963.

L'intervista va in onda:

- giovedì alle 10
- venerdì alle 14:30


www.ildiscobolo.net
http://178.32.137.180:8555/stream

A WikiRadio Oggi la rivolta nel ghetto di Varsavia



Il 19 aprile 1943 alle 4 del mattino scoppiò la rivolta nel ghetto di Varsavia. La Germania, già due mesi prima, ne aveva ordinato la distruzione, ma l'offensiva iniziò quel giorno, che era anche la vigilia della Pasqua ebraica.
Pur aspettandosi uno scontro (dal momento che gli abitanti del ghetto avevano avuto due mesi di tempo per organizzarsi) i tedeschi non erano preparati a una vera e propria resistenza. Il 20 aprile ordinarono la completa distruzione di tutti gli edifici, poiché avevano scoperto molti passaggi sotterranei.
Tra incendi e gas, i tedeschi andarono avanti nella lotta per oltre un mese. 
Il 24 maggio Stroop (il generale tedesco che aveva sostituito, in corsa, von Sammern) scrisse di aver catturato 56065 ebrei e di averne già eliminati 13929. Le perdite tedesche erano decisamente modeste: 16 morti e 85 feriti.

Gli ebrei di Varsavia vivevano nel ghetto dall'agosto del 1940.

Nel 2002 Roman Polanski ha ambientato nel ghetto di Varsavia il film "Il pianista", tratto dall'omonimo libro del 1946 di  Władysław Szpilman, libro autobiografico che racconta gli orrori vissuti in quegli anni dal protagonista.
Nel film il ruolo del pianista è interpretato dall'attore Adrien Brody, che ottenne l'Oscar come miglior attore. 


Del ghetto di Varsavia parlerà WikiRadio Oggi di giovedì 20 aprile, in onda alle 11:30.