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giovedì 26 gennaio 2017

La speranza oltre la guerra: recensione di "Il salotto della Lia", di Lucio Caratozzolo

(Spezia, bombardamento del 5 giugno) 

L'Italia del 1938 è una nazione in attesa della Guerra, in cui le canzoni vengono aggiustate perché non sembrino troppo americane, in cui la radio diffonde i proclami del Duce. 

Così inizia "Il salotto della Lia", di Lucio Caratozzolo, edito da Marco Del Bucchia.



La protagonista del libro è Lucia, un'adolescente che vive in una città di provincia (La Spezia). Ha 17 anni, quasi 18, ed è infelice: la famiglia le ha impedito di continuare gli studi, nonostante sia molto intelligente, perché all'epoca le donne dovevano solo stare a casa, imparare a cucinare e aspettare di sposarsi per mettere al mondo dei figli. In famiglia ha studiato il fratello, diventato un fervente fascista nonostante i fascisti gli abbiano ucciso il padre. L'unico svago per Lucia è passare del tempo con Lia, l'amica che abita di fronte, un po' più grande e molto più disinibita di lei. Lia (anzi, "la Lia") è orfana di madre e il padre è assente, sempre in viaggio. 
La Lia ha i soldi, beve, fuma e frequenta gli uomini, ma senza innamorarsene. Lucia è timida e vessata da una madre autoritaria; le due amiche sembrano tanto diverse tra loro, ma in le accomuna la poca voglia di sottostare alle regole dell'epoca che le vorrebbe casalinghe, mogli e madri. 
Ed è grazie alla Lia che Lucia, da timida adolescente diventa una donna sicura di sé e con le idee chiare, che si rimette a studiare per diventare insegnante. 
Mentre Lia scivola lentamente nell'autodistruzione, tra sigarette e alcool, incapace di amare fino in fondo e facendo naufragare la sua storia d'amore clandestina con la protagonista, Lucia affronta coraggiosamente le sfide della vita.

Sullo sfondo, implacabile, la Seconda Guerra Mondiale con i bombardamenti, le fughe nei rifugi, i viaggi per raggiungere un luogo sicuro, le leggi razziali, la mancanza di cibo, i morti e la paura di non farcela, le lacrime e le preghiere, ma anche la bellezza di piccole fughe in spiaggia, il mare osservato dall'alto, sprazzi di azzurro nel grigio della realtà quotidiana. 

"Il salotto della Lia", dello scrittore spezzino Lucio Caratozzolo è un libro che fa sorridere ed emozionare, che racconta non solo la guerra e le sue assurde violenze, ma anche la libertà, il riscatto attraverso la cultura, l'importanza di non scendere a compromessi. Lucia resta fedele a se stessa, sfida la propria famiglia e le convenzioni dell'epoca, realizzando i suoi sogni dopo aver incontrato l'amore, la cattiveria e la morte, ma anche la generosità umana e la poesia.  

Il libro è acquistabile al seguente link: www.delbucchia.it

(Recensione di Claudia Bertanza)


1 commento:

  1. Grazie a Claudia per questo bellissimo commento. Non so se sono riuscito in questo mio intento di raccontare una storia fuori del mio tempo, ma so che da sempre scrivo sulla condizione femminile, che ho portato anche in teatro. E contro tutte le guerre di qualsivoglia natura. - L'autore -

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