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venerdì 11 novembre 2016

Un ricordo di Leonard Cohen, di Fabrizio Bordone

All'età di 82 anni è scomparso il cantautore Leonard Cohen. Lo ricordiamo con questo articolo di Fabrizio Bordone, originariamente pubblicato sul quotidiano online www.laspeziaoggi.it



Due dita di whiskey in un bicchiere, rigorosamente senza ghiaccio. Una stanza in penombra, il solo rumore del vento che soffia forte aldilà delle finestre. In sottofondo, la voce di Leonard Cohen che, come carta vetrata, ti graffia le corde più profonde. Un controverso e grande personaggio, questo ottantenne poeta-cantautore. 
Bistrattato dai più, agli esordi, per la cupezza dei testi, specialmente quando i fermenti hippies invitavano ad una gioiosa liberazione dei sensi troppo a lungo repressi. Infatti, per lungo tempo, la sua vita è stata minata dalla depressione. Succede spesso a chi vede la luce sul volgere del crepuscolo estivo, quando le giornate si accorciano, i raccolti sono ormai al sicuro e l’habitat bucolico inizia a cambiare volto. Artisticamente, nasce come poeta, solo in seguito si dedicherà alla musica. Nei primi anni sessanta pubblicò alcune raccolte di poesie ed un paio di romanzi. L’esordio nel mondo discografico avvenne nel 1967 riscuotendo non poche critiche negative, solo molti anni dopo, questo album, (Songs of Leonard Cohen) verrà rivalutato e degnamente celebrato. Tradizionalmente viene etichettato come cantautore folk sebbene sia piuttosto riduttivo come termine, vista la commistione di stili che si possono riconoscere nei suoi pezzi. Caratterizzato da una voce particolare ed inconfondibile, peculiarità questa rimarcata in un suo brano (Tower of Song) con non poca autoironia, non ha avuto una vita musicale prolifica, se si considerano i lunghi anni di carriera. Ha prodotto solo tredici album in studio; in compenso ha composto musiche per il grande e piccolo schermo. 

Una voce che mette quasi soggezione, quella di Cohen. Sporca, bassa, profonda. Personaggio controverso, si diceva. Da una parte la sua dichiarata fede ebraica, a tratti ortodossa, dall’altra una lunga parentesi dove ha abbracciato il buddhismo, il tutto inframmezzato da svariate dissolutezze. La sua stessa avversione verso la politica degli Stati Uniti e la sua propensione verso gli oppressi, vengono bilanciate da un conservatorismo tutt’altro che di facciata. Uomo dalle tante contraddizioni, ma anche di spessore culturale. Nel brano “There is a war”, afferma: “C’è una guerra tra ricchi e poveri. Una guerra tra uomo e donna. C’è una guerra tra chi dice che c’è una guerra e chi invece dice che non c’è”.
Ha sempre parlato malvolentieri della relazione avuta con Janis Joplin, una storia dove l’amore ebbe un ruolo marginale. Nell’immaginario collettivo, viene ricordato per la celeberrima, gioiosa “Hallelujah” ma la gran parte dei suoi brani parlano di suicidio, di tristezza, di mal di vivere. Testi anche scomodi i suoi, forti, provocatori ma anche ironici e di sottile amaro umorismo. Una leggenda vivente il vecchio Leonard. Omaggiato da diversi album dove numerosi artisti gli hanno dedicato il loro tributo (Peter Gabriel, Elton John, gli U2 per elencarne solo alcuni), citato da innumerevoli colleghi più o meno famosi di lui, pluripremiato nel suo Paese con onorificenze di ogni genere e, ovviamente, presente nella Rock and Roll Hall of Fame. In Italia, è stato in parte un punto di riferimento per i nostri maggiori cantautori come De Andrè, De Gregori, Vecchioni. A livello internazionale, Bob Dylan, John Cale e Joe Cocker, tra gli altri.

The Spirit of Radio vuole essere la summa di questa prestigiosa carriera. Uscito nell'autunno 2014, è un cofanetto di tre CD, dei quali due Live ed uno di rare interviste. Inutile dire che vi sono contenuti i brani più celebri come “First we take Manhattan”, “Bird on a wire”, “The sisters of mercy”, “Suzanne”, “Jazz police” e cosi via. Il primo CD si riferisce ad un concerto dell’88 a Toronto, il secondo a Los Angeles nel 1993. Il CD dedicato alle interviste, è una chicca per gli appassionati di Cohen, soprattutto se si considera la scarsa propensione del nostro verso lo star-system. Le raccolte sono da sempre un modo semplice per un approccio verso un artista nel caso non lo si conosca e questa The Spirit of Radio non fa eccezione.
Concludo questo excursus su Leonard Cohen,citandone una frase famosa che inquadra bene il suo modo di essere: « Vorrei dire tutto ciò che c’è da dire in una sola parola. Odio quanto possa succedere tra l’inizio e la fine di una frase ».

(Fabrizio Bordone)



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