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martedì 5 aprile 2016

Canzoni del periodo di guerra: Ba Ba... Baciami piccina.

Pescando dalla rete vi proponiamo questa sera due bei video che ci danno modo di parlare di un 78 giri veramente storico e importante, perché conteneva un brano che accompagnò gli italiani attraverso gli anni più cruenti della seconda guerra mondiale.



Ba Ba (questo l'esatto titolo riportato sull'etichetta) diventata per tutti "Baciami piccina", rappresentò per coloro che vissero o transitarono in Italia dal 41 al 45, una sorta di evocazione di spensieratezza e speranza cantato e suonato un po' ovunque, quasi a dispetto dell'orrore e l'efferatezza della guerra che consumava, proprio in quel periodo i suoi anni più bui e violenti per l'Europa tutta.



Il disco uscì una prima volta nel febbraio 1941 con numero di catalogo IT 806 e Numero di matrice 50602, al prezzo economico di poco meno di 21 lire, ma venne quasi immediatamente alienato dai cataloghi CETRA per essere riproposto già nel 1942 con la neonata Serie DC e numero di catalogo 4024 abbinato sul retro ad un altra canzone del grande "Raba" destinata a divenire uno dei suoi più celebri cavalli di battaglia: Il primo pensiero, di Cherubini -Pagano.
Entrambi i brani erano stati inseriti nel film "Una famiglia impossibile".
Per l'occasione fu ritoccato dalla casa discografica torinese,anche il prezzo del disco portato a 28 Lire ,come tutti quelli della serie DC.

Nel 1940 non c'è dubbio su chi sia il divo per eccellenza della canzone italiana: è Alberto Rabagliati, il 31enne milanese che voleva diventare il nuovo Rodolfo Valentino.
Avendo vinto (superando 800mila candidati) un concorso indetto dalla Fox per trovare un erede allo scomparso Rodolfo Valentino, era stato invitato a Hollywood, dove non era riuscito a coronare il suo sogno di attore - ma aveva avuto l'occasione di conoscere da vicino i grandi interpreti dello swing americano.
Questa influenza lo aveva reso prezioso per il direttore d'orchestra Pippo Barzizza, impegnato nella difficile impresa di importare i ritmi jazz in Italia, e sempre in cerca di voci italiane in grado di interpretare adeguatamente canzoni sincopate.



Come scrive Felice Liperi ("Storia della canzone italiana", Edizioni Rai-Eri) "Rabagliati possiede un'intonazione molto gradevole e soprattutto versatile; è cioè in grado di passare dallo scat, il tipico canto jazz alla canzone sudamericana,senza che questo limiti minimamente le sue possibilità di essere anche un valente interprete della canzone melodica all'italiana ne di quella  sincopata,ove proprio per il suo grande successo presso il pubblico si è potuto esprimere liberamente nonostante l'avversità dichiarata verso questo genere musicale da parte del regime fascista."

Il "grande Raba", come tutta Italia ormai lo chiama: è protagonista in quegli anni di uno show radiofonico in onda ogni lunedì sera, di numerose pellicole, e persino di una sua canzone ('Quando canta Rabagliati').
Tra i film da lui interpretati, nei quali finisce inevitabilmente per cantare, vanno citati 'Fuga a due voci', 'La scuola dei timidi', 'La vita è bella', 'Stasera niente di nuovo' (che lancia 'Ma l'amore no') e 'Una famiglia impossibile'.
E' proprio all'interno di quest'ultimo che fa la sua comparsa nel 1940 (lo stesso anno di 'Silenzioso slow') la celeberrima 'Ba ba baciami piccina', il cui contagioso brio - unito a un fraseggio melodico brillante - conquistò non solo gli italiani, ma anche gli americani.

Grazie alla voce di Rosemary Clooney (l'interprete di 'Mambo italiano') il brano di Astore e Morbelli, tradotto in 'Botcha-a-me' dal paroliere Eddie Stanley, nel 1952 andrà al n.2 della classifica americana.

(Massimo Baldino)

                                                                                                                                         

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