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giovedì 3 dicembre 2015

Il successo, il declino e il suicidio: nel 1979 moriva Alighiero Noschese

Il 3 dicembre del 1979 un colpo di pistola metteva fine alla vita di Alighiero Noschese, il più fecondo e popolare imitatore della televisione italiana. La sua carriera iniziò a metà degli anni 'Cinquanta, ma fu nel 1969 che esplose il suo successo, grazie alla partecipazione alla trasmissione "Partita Doppia" del sabato sera, in cui Noschese ebbe il permesso di imitare in tv i personaggi politici, cosa che fino a quel momento era proibita.



Moltissimi furono i politici che finirono nel suo mirino, da Giulio Andreotti a Ugo La Malfa, da Robert Nixon a Marco Pannella, fino al Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Ma nessuno di loro (almeno apparentemente) se la prendeva, anzi, essere imitati da Alighiero Noschese era considerato un punto d'onore.

Ma a poco a poco anche per lui arrivò il declino: prima causa fu il divorzio dalla moglie, dalla quale aveva avuto due figli, a cui seguì anche un declino professionale. Nel 1978 sarebbe dovuto ritornare in televisione; fatalità volle che i giorni di esordio furono gli stessi del rapimento di Moro. Lo showman, che aveva registrato già da mesi alcune puntate, imitava proprio lo stesso Moro: ovviamente quel materiale non andò mai in onda e questo nuovo stop alla carriera fece sprofondare Noschese in una depressione dalla quale non uscì mai.
Ricoverato per un esaurimento in una clinica romana, si sparò un colpo alla tempia la mattina del 3 dicembre di 36 anni fa.

Suicidio misterioso, perché la clinica (dal momento che vi era ricoverato anche Giulio Andreotti) era presidiata dai carabinieri: come faceva Noschese ad avere con sé una pistola?
Alighiero Noschese, per sua volontà, riposa nel cimitero di San Giorgio a Cremano.

I perché senza risposta del "suicidio" di Alighiero Noschese: www.disinformazione.it





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