domenica 12 novembre 2017

Sotto l'ombrello... con Enzo Giannelli


Come ogni lunedì, ritorna "Foglie d'autunno", con Enzo Giannelli

L'argomento di questa settimana è un oggetto che, in questi giorni, è d'uso quotidiano: l'ombrello. Lo avete perso? Lo avete dimenticato? Nessun problema, vi aspetta l'ombrellaio Natalino Otto.


La voce della settimana è quella di Aldo Donà, attore di rivista, cantante nell'orchestra Angelini e nell'orchestra Barzizza


La trasmissione andrà in onda:

- lunedì alle 10
- martedì alle 14:30
- mercoledì alle 18
- giovedì alle 21



Accadde Oggi: nel 1901 nasce Cinico Angelini



Cinico Angelini (nome d'arte di Angelo Cinico), nato a Crescentino il 12 novembre 1901 e morto a Roma, 7 luglio 1983) è stato una delle figure più note e influenti nella programmazione della radio italiana tra gli anni trenta e gli anni sessanta.
Direttore dell'orchestra da ballo della Sala Gay, uno dei locali più noti di Torino, cominciò a collaborare con l'EIAR nei primi anni trenta: mentre alla piccola orchestra della stazione del capoluogo piemontese erano affidati i concerti di "musica varia" (che alternavano i brani d'opera più popolari con romanze e con timide proposte di canzoni), la sua orchestra veniva spesso ripresa in diretta dalla sala grazie ad un'apparecchiatura rudimentale ma efficace, e portava nelle case i motivi "ballabili" del tempo.
Nel 1938 venne assunto dall'EIAR, sempre presso la sede di Torino che allora era la principale del paese, e fu messo a capo dell'orchestra di musica leggera e alla guida del fitto gruppo di "cantanti della radio" assunti per concorso in quegli stessi anni.

A renderlo popolare fu, tra l'altro, la contrapposizione, alimentata dalla stessa emittente, con l'orchestra diretta in quegli anni da Pippo Barzizza: mentre quest'ultima era considerata la promotrice in Italia della musica "all'americana", con una certa accentuazione ritmica ed un cauto ricorso a dosi di swing, quella di Angelini era presentata come espressione di uno stile più tradizionale, caratterizzato da una strumentazione di tipo operistico (con ampia presenza di archi ed un uso moderato dei fiati e quasi nullo delle percussioni), da una scarsa sottolineatura degli aspetti ritmici e dalla selezione di canzoni molto riconoscibili per la melodia: a cominciare da C'è una chiesetta, che divenne la "sigla" dell'orchestra sul modello americano.




Wikiradio: Carlo Rosselli, Orazio Costa e Truman Capote




I prossimi appuntamenti con Wikiradio



Domenica 12 ore 23:30 e lunedì 13 ore 11:30: Carlo Rosselli a Radio Barcellona






Carlo Rosselli è stato uno storico, giornalista, politico, filosofo, attivista e antifascista, ucciso nel 1937 in Francia assieme al fratello Nello dai fascisti.


In un discorso a Radio Barcellona il 13 novembre 1936, Rosselli pronuncia la frase che poi diverrà il motto degli antifascisti italiani: "Oggi qui, domani in Italia": « È con questa speranza segreta che siamo accorsi in Ispagna. Oggi qui, domani in Italia. Fratelli, compagni italiani, ascoltate. È un volontario italiano che vi parla dalla Radio di Barcellona. Non prestate fede alle notizie bugiarde della stampa fascista, che dipinge i rivoluzionari spagnuoli come orde di pazzi sanguinari alla vigilia della sconfitta. »

Lunedì 13 ore 23:30 e martedì 14 alle 11:30: Orazio Costa


Regista teatrale e insegnante di recitazione Orazio Costa Giovangigli (spesso accreditato semplicemente come Orazio Costa), è nato il 6 agosto 1911 e morto il 14 novembre 1999. Tra i suoi allievi, si ricorda Nino Manfredi che raccontava di come Costa gli avesse fatto scoprire la sua vena comica. Di lui Manfredi disse: «Mi ha insegnato veramente tutto, come educare il corpo a esprimersi, al punto di non aver quasi più bisogno della parola»Tra gli attori contemporanei, sono stati suoi allievi all'Accademia Silvio D'Amico Luigi Lo Cascio, Pierfrancesco Favino e Fabrizio Gifuni.
Il suo metodo è ancora oggi materia d'insegnamento. 

Martedì 14 ore 23:30: A sangue freddo (Truman Capote)



Il romanzo "A sangue freddo", dello scrittore Truman Capote, è ispirato a un fatto realmente accaduto, l'omicidio della famiglia Clutter, avvenuto il 15 novembre 1959 nel Kansas. Si tratta probabilmente del primo "romanzo-reportage" o "romanzo-verità" della storia della letteratura: affermando il valore preminente dell'imparzialità della cronaca e dell'oggettività dei fatti, Capote volle denunciare l'impotenza della forma del romanzo "classico" nella riflessione sulla realtà cruda e complessa della società americana contemporanea.

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La grande prosa, gli appuntamenti della settimana

Domenica 12, ore 21: L'imperatore Jones (Eugene O' Neill).



Andò in scena per la prima volta nel 1920 a New York. Il dramma si ispira probabilmente al capo della rivolta nera di Haiti, di un secolo prima. Il protagonista porta alla ribellione e alla libertà il suo popolo, rendendolo padrone del suo destino. Ma il potere lo inebria ed egli diventa più tirannico e crudele dei bianchi. Né egli né i suoi, pur anelando alla libertà, sono in grado di usufruirne. Nel suo inconscio di agitano forze oscure che non riesce a controllare, che lo ossessionano. Sono le informi paure che il negro non è riuscito ancora a dominare e che si impadroniscono di lui no appena tenta di costruirsi una vita, appena cerca di esercitare il potere, mentre opprime i suoi simili non sapendo controllare lo sbocco dei suoi istinti primordiali. Non riesce a fare il salto qualitativo dalla tribù alla società. O’Neill esprime in un amplissimo monologo a quadri staccati l’ascesa al trono e la caduta del protagonista con un ritmo ossessivo e allucinante. Jones, che aveva cinicamente sfruttato gli indigenti, la sua gente, beffandosi della loro ingenuità e della fiducia che essi avevano riposto in lui, rimarrà vittima alla fine dei suoi stessi errori e delle sue nefandezze. (Fonte: www.mtpconcessionariassociati.it)

Noi lo ascolteremo in una versione del 1974 interpretata da Renzo Giovampietro.


Lunedì 13 ore 21 (Tradimenti, Harold Pinter)






"Tradimenti", la commedia di Harold Pinter, è un bellissimo pezzo di teatro.

Il testo è costituito di nove parti: nove scene di vita quotidiana.
La scrittura è sottile e penetrante, i dialoghi rapidi e asciutti, le battute pungenti, la conversazione brillante, scorrevole, elegante. Tutto è giocato sul filo dell’umorismo, tipico british ben inserito nel congegno di una macchina drammaturgica perfetta.
La commedia non ha pretese moralistiche, Pinter non prende di mira la (solita) società borghese, si limita a narrare una storia di ordinaria quotidianità. Una lunga (sette anni) relazione extraconiugale, rivissuta a ritroso con la tecnica del flashback, fra Jerry regolarmente sposato con due figli e Emma, la moglie di Robert, il suo migliore amico. Il solito triangolo borghese vissuto apparentemente senza drammi nemmeno dal marito tradito. La relazione “triangolare” porta all’estremo la falsità del gioco delle parti dove il congegno della finzione svela un senso di complicità fra i due uomini. Non è infatti il marito tradito a rinfacciare all’amico la relazione con sua moglie, ma è l’amante ad accusare l’amico di avergli taciuto il fatto di esserne consapevole da anni. E’ quindi giusto parlare di gioco di finzioni consapevoli e di normale trasgressione. In realtà non si tratta di un semplice adulterio, ma del fatto che tutti e tre i personaggi tradiscono in qualche modo non solo l’altro, ma soprattutto sé stessi. Alla fine il rapporto muore di morte naturale, senza tragedie e senza catarsi. (Fonte: teatrionline.com)

Lo ascolteremo in una versione del 1981, interpretata da Valeria Valeri, Gastone Moschin e Giuseppe Pambieri.

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Convenzione con l'Istituto Centrale per i Beni sonori e audiovisivi

L’Associazione di Promozione Sociale “ Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo ”,  ha recentemente siglato una convenzione con l...