venerdì 18 dicembre 2020

Il MEI conferma la sua vocazione di grande scouting italiano di nuovi artisti



Il MEI con la presentazione dei Big del Festival di Sanremo di quest'anno conferma la sua vocazione di grande scouting italiano di nuovi artisti e di essere un grande contenitore di giovani talenti che dopo essere passati dal Meeting delle Etichette Indipendenti qualche anno dopo arrivano alle vette della musica Made in Italy. 

È il caso, per ricordare solo l'anno scorso, il caso più noto, di Diodato, vincitore del Festival di Sanremo 2020, più volte presente al MEI di Faenza fin dai suoi primi passi che tre anni fa chiuse l’edizione 2017 con un Concerto per la Pace, i Diritti, l’Uguaglianza e la Solidarietà in occasione della visita del Papa in Romagna e presentò il suo primo Ep proprio al MEI nel 2007.






Ma quest'anno il Festival di Sanremo 2021è sempre più vicino a una manifestazione di piattaforma di lancio come il MEI. Trai ibig citiamo solo Colapesce & Dimartino, premiati come Artisti Indipendenti dell'Anno proprio al MEI 2020 dall'ampia platea dei giornalisti musicali, e Fulminacci, premiato l'anno precedente come miglior giovane talento, e La Rappresentante di Lista inserita come Miglior Cantante in una Super Band del MEI e infine, solo per citarne alcuni, i grandissimi Extraliscio, che esordirono in una grande manifestazione proprio in Piazza del Popolo a Faenza , al MEI 2016 e Davide Toffolo che con i Tre Allegri Ragazzi Morti celebrò al MEI i 20 anni di carriera, mentre non si può dimenticare l'esordio live fuori Roma dei Maneskin proprio al MEI di qwuattro anni fa, appena reduci come recenti vincitori di un contest studentesco romano legato al MEI, e le ben tre partecipazioni al MEI con un premio al mitico Gio Evan, una presenza fissa al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza. E il lungo elenco potrebbe continuare arrivando fino a Lo Stato Sociale premiati al MEI nel 2010 appena esplosi e ancora sconosciuti.

Il Festival di Sanremo di Amadeus coraggiosamente volta pagina del tutto e si apre a una nuova generazione di artisti e a una nuova generazione di appassionati e di pubblico e fa sentire il MEI come di casa a Sanremo e conferma come il MEI , magari insieme a Sanremo Giovani, operando insieme tutto l'anno, tra gli Studi Rai e in giro per l'italia, come abbiamo già dichiarato, e meriti di lavorare tutto l'anno per il suo grande fiuto da scouting, grazie alla sua ricca rete di indie, produttori, festival, club, contest, giornalisti, promoter e operatori del settore presenti in tutto il paese, e diventare anche a livello istituzionale e mediatico nazionale la piu' grande vetrina dei giovani artisti emergenti di qualita' che partono dalla gavetta delle start up indipendenti e dai palchi dei piccoli festival e dei piccoli club. Si conferma l’importanza delle start up musicali Indipendenti per l’innovazione della filiera del Made in Italy musicale e la necessita' che in questa fase di crisi legata al Covid 19 vengano ampiamente sostenute e sviluppate, attraverso sostegni diretti, bandi , sgravi, scontistiche e promozioni e anche con un Protocollo per la Ripartenza per fare crescere sempre di piu' la filiera del Made in Italy musicale innovativo del nostro paese. Ci lavoreremo come MEI insieme agli enti come il Comune di Faenza, la Regione Emilia - Romagna e il Mibact e tutti gli altri partner istituzionali e mediatici per ritrovarci ancora piu' preparati e al meglio per la nuova edizione del rilancio e della ripartenza che si terra' dal 1° al 3 ottobre 2021 e per la nuova Festa della Musica dei Giovani e tutti gli altri appuntamenti che il MEI realizza durante tutto l'anno.

Giordano Sangiorgi / Patron del MEI - Meeting delle Etichette Indipendenti www.meiweb.it

18 dicembre, Natale in... cucina e musica

 

Un'altra casellina, un'altra sorpresa, questa legata a un'altra tradizione del Natale: la cucina. 

Da Nord a Sud, uno dei piaceri delle feste natalizie è quello di riunirsi attorno al tavolo e gustare qualche piatto tipico. Quest'anno con le limitazioni sarà sicuramente diverso rispetto agli anni scorsi, ma niente impedisce di imbandire comunque la tavola, anche se per poche persone. 

Il primo piatto tipico natalizio che viene in mente è il famoso panettone, panetùn in dialetto milanese, le cui origini sono davvero lontanissime nei tempi. Il panettone è ormai presente sulle tavole di tutte le città italiane. 

Vi vogliamo però parlare di un altro piatto delle feste, non solo natalizie. Si tratta della cima alla genovese, un piatto nato come "riciclo", ma che col tempo è diventato il piatto delle grandi occasioni, avendo una preparazione abbastanza lunga. E questa preparazione è splendidamente raccontata dal cantautore genovese Fabrizio de Andrè, nella sua canzone, scritta con Ivano Fossati'Â çímma. Proponiamo, in calce al video, la traduzione in italiano.

Buon ascolto e a domani!


Ti sveglierai sull'indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l'altro in mare
ti guarderai allo specchio di un tegamino
il cielo si guarderà alla specchio della rugiada
metterai la scopa dritta in un angolo
che se dalla cappa scivola in cucina la strega
a forza di contare le paglie che ci sono
la cima è già piena è già cucita

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura

Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio
prima di battezzarla nelle erbe aromatiche
con due grossi aghi dritti in punta di piedi
da sopra a sotto svelto la pungerai
aria di luna vecchia di chiarore di nebbia
che il chierico perde la testa e l'asino il sentiero
odore di mare mescolato a maggiorana leggera
cos'altro fare cos'altro dare al cielo

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via

Poi vengono a prendertela i camerieri
ti lasciano tutto il fumo del tuo mestiere
tocca allo scapolo la prima coltellata
mangiate mangiate non sapete chi vi mangerà

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via.

Su Radio Il Discobolo l'ultima registrazione di Antonio Gandusio

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