venerdì 26 febbraio 2021

Su Radio Il Discobolo l'ultima registrazione di Antonio Gandusio

 


Per "La grande prosa" domenica 1° marzo alle ore 21 trasmetteremo "Il deputato di Bombignac", l'ultima opera teatrale in cui recitò l'attore Antonio Gandusio.

Antonio Gandusio, attore di teatro, nacque a Rovigno d'Istria nel 1873 e morì a Milano nel 1951. Il teatro della sua città natale porta il suo nome. 
Gandusio non riuscì a terminare le registrazioni dell'opera, che venne mandata comunque in onda incompleta, in memoria dell'attore. 

Vi aspettiamo domenica alle 21! 

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lunedì 22 febbraio 2021

"Fallibili eroi", il singolo d'esordio di Nicolò Paganelli




"Fallibili eroi" è il singolo d'esordio di Nicolò Paganelli, edito da Crotalo Edizioni Musicali. 

21 anni, studente di medicina, cantautore, appassionato di musica italiana, studia chitarra. La sua voce calda e il suo stile raffinato ci hanno colpiti fin dalle prime note e così è nata questa collaborazione. Nicolò non sapeva di essere un cantautore, non si era mai cimentato se non per gioco, per se stesso ma senza mai proporsi in pubblico. Abbiamo intuito le sue potenzialità e lo abbiamo spinto a mettersi in gioco e lui, non solo ha accettato la sfida ma ha scoperto la sua vera vocazione di cantautore. Fallibili Eroi è il suo primo lavoro, un italian-classic-rock introspettivo, radiofonico, musica e parole scritte da lui che Nicolò dedica alla sua fidanzata.

giovedì 18 febbraio 2021

Presentazione online del libro "Francesco De Gregori. I Testi. La storia delle canzoni" martedì 23




Il volume “Francesco De Gregori. I testi. La storia delle canzoni” arriva in Puglia anche se online. Martedì 23 febbraio alle 18.50 in diretta su Facebook e Youtube (@conversazionisulfuturo), il curatore Enrico Deregibus sarà ospite di “Sette meno dieci”, la rassegna web ideata e condotta da Gabriella Morelli e Pierpaolo Lala e promossa da Diffondiamo Idee di Valore, Conversazioni sul futuro, Io non l'ho interrotta e Coolclub.

Durante l’incontro con il giornalista in scaletta ci saranno anche alcuni brani di De Gregori riproposti da Massimo Donno, Sasà Calabrese, Serena Spedicato, Alessia Tondo, Cristiana Verardo, Ciccio Zabini e altri artisti pugliesi.

I testi. La storia delle canzoni” è un volume di ben 720 pagine, un’opera decisamente anomala nel panorama editoriale italiano, frutto di una lungo lavoro di ricerca di Deregibus e densa di notizie, aneddoti, rivelazioni inedite, analisi. È la continuazione di “Francesco De Gregori. Mi puoi leggere fino a tardi”, la corposa biografia del cantautore che Deregibus ha pubblicato nel 2015, sempre per Giunti. Il giornalista in questo nuovo volume si è dedicato alle canzoni, più di 200, che De Gregori ha inserito nei suoi dischi. Ad accompagnarle, i testi delle canzoni controllati e certificati in prima persona dal cantautore romano.

Il libro non nasce però con lo scopo di spiegare i testi, di interpretarli ma con la volontà di indagare le canzoni in tutte le loro componenti: parole, musica, arrangiamenti, interpretazione. E di raccontarne la nascita, le fonti, l’ispirazione, la scrittura, quello che è successo dopo l’uscita, le tante versioni del loro autore e quelle di altri. Il tutto con centinaia e centinaia di dichiarazioni dello stesso De Gregori, tratte da interviste rilasciate dall’inizio degli anni Settanta a oggi e con complessivamente oltre mille documenti consultati.



Enrico Deregibus è giornalista e saggista, oltre che consulente o direttore artistico di svariati festival ed eventi musicali in tutta Italia. È considerato il maggior esperto di De Gregori, per il quale nel 2016 ha anche realizzato il volume inserito nel cofanetto “Backpack” (Sonymusic), che racchiude in cd trentadue dischi del cantautore romano. Deregibus è inoltre ideatore e curatore del “Dizionario completo della canzone italiana” (Giunti, 2006) e, con Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi, di “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti” (BUR, 2007). Del 2013 è “Chi se ne frega della musica?”, una raccolta antologica di suoi scritti usciti su varie testate (NdAPress).



L’incontro si aprirà con un aggiornamento su “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”, edizione speciale del concorso internazionale di comunicazione sociale "Poster For Tomorrow". Promossa da Amnesty International Italia, Conversazioni sul futuro e Diffondiamo idee di valore in collaborazione con altri partner pubblici e privati, l’iniziativa chiede, con il linguaggio dell’arte e della creatività, l’immediata liberazione di Patrick Zaki, studente egiziano del master Gemma dell'Università di Bologna, in carcere nel suo Paese come prigioniero di coscienza, detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. A Bologna, Bari, Cremona, Torino, Lecce, Palermo, Napoli, Taranto, Brindisi, Asti e in un'altra quarantina di comuni italiani e pugliesi sono in affissione pubblica i 10 manifesti selezionati in due fasi successive da una giuria internazionale tra gli oltre 900 provenienti da quasi 50 Paesi in tutto il mondo.


sabato 13 febbraio 2021

In vinile la raccolta della 23a edizione di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”




Sono racchiuse in un album in vinile le emozioni dell’ultima edizione di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, lo storico festival della provincia di Rovigo che unisce musica e diritti umani. Un disco ad edizione limitata e numerata, che è anche un modo per festeggiare San Valentino in un modo diverso, con un atto d’amore universale. In tutto dodici brani, un importante sunto di una edizione particolarmente significativa dal momento che si è svolta con grande successo di pubblico nel pieno rispetto delle normative sulla pandemia, toccando fra luglio e settembre Adria, Rosolina Mare e Rovigo.

Il festival è nato nel 1998 per sostenere la Dichiarazione uiversale dei diritti umani grazie alla musica. “Ora come allora - spiega il direttore artistico Michele Lionello - i nostri musicisti raccontano ammalianti storie sonore, che arrivano ai cuori e aprono le menti; ora come allora il palco di Voci per la Libertà è la prima tappa e poi ecco che l’evento si cristallizza nella raccolta. A questo proposito vorrei ringraziare per la sensibilità tutti i protagonisti, artisti e discografici, che si sono resi disponibili per questa operazione”.

L’album, intitolato “Voci x la Libertà – Una canzone per Amnesty 23a edizione”, è stato realizzato con la casa discografica Ala Bianca, da sempre attenta alle proposte di qualità, ed è disponibile nei negozi tradizionali con distribuzione Warner Music e a questo link: http://smarturl.it/ssq8mj

La tracklist parte dai due vincitori di “Voci per la Libertà” 2020: Niccolò Fabi con il brano “Io sono l’altro” (Premio Amnesty International Italia nella sezione Big), e H.E.R. con “Il mondo non cambia mai” (vincitrice nella sezione Emergenti). Ma l’eclettica cantautrice-musicista pugliese compare anche con un’altra canzone, nata proprio per festeggiare la vittoria e dedicata ad Amnesty e a Voci per la libertà: “Il nostro mondo”. Non mancano poi le altre finaliste: Agnese Valle (con “La terra sbatte”), che ha vinto il Premio della critica; Adriana (con “Bumaye”), premio del pubblico; Assia Fiorillo (con “Io sono te”), premio “Il migliore per noi”; Micaela Tempesta (con “4M3N”). E poi gli ospiti: Marina Rei con “Donna che parla in fretta”, Margherita Vicario con “Mandela”, i Meganoidi con “Persone nuove”, The Boylers con “This Is My Place”, i Grace N Kaos, con “Blu cobalto”.

Sulla copertina campeggia lo slogan “Sui diritti non si torna indietro”, per ribadire l’importanza dell'impegno in favore dei diritti di tutte e di tutti.



Nel frattempo hanno preso avvio i lavori per assegnare i Premi Amnesty International Italia 2021 nelle due tradizionali sezioni: big ed emergenti. Per la prima sezione tutti possono segnalare all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, entro il 28 febbraio, brani che siano stati pubblicati tra il 1 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020, purché interpretati da un artista italiano noto e che trattino appunto temi legati alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Per la sezione emergenti è disponibile invece un bando di concorso a cui possono partecipare cantanti e band con un brano sui diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 3 maggio, ma gli artisti che si iscriveranno entro il 15 marzo avranno inoltre la possibilità di partecipare al Premio WEB. Il bando e ulteriori informazioni sono disponibili su: www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-emergenti

Da quest’anno “Voci per la libertà” sarà affiancata come media-partner da Rai Radio1, una delle più seguite radio italiane, che promuoverà il festival nella nuova edizione, la 24a, prevista dal 23 al 25 luglio a Rosolina Mare (Rovigo), e nei vari altri appuntamenti precedenti e successivi.

giovedì 11 febbraio 2021

Per il MEI il miglior disco del 2020 è "Cinema Samuele", di Samuele Bersani




È “Cinema Samuele” di Samuele Bersani il più bel disco italiano dello scorso anno per gli oltre cento giornalisti e critici musicali che hanno votato per il “Top 2020”, il referendum sui migliori album promosso dal “Forum del giornalismo musicale” (che si svolge da cinque anni nell’ambito del Mei – Meeting etichette indipendenti di Faenza).

A prevalere nella sezione riservata ai dischi d’esordio è stato invece Tutti fenomeni con “Merce funebre”.




L’iniziativa, a cura di Enrico Deregibus, è stata realizzata in collaborazione con l’Agimp (la neonata Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari) e sotto l’egida del Mei. Fra i dischi assoluti, dopo Bersani si è classificato Diodato con “Che vita meravigliosa”. Poi, a seguire, Lucio Corsi con “Cosa faremo da grandi”, Brunori Sas con “Cip!” e Paolo Benvegnù con “Dell'odio dell'innocenza”. Negli album d’esordio dopo Tutti fenomeni troviamo Emma Nolde con “Toccaterra”. Al terzo posto Speranza con “L'ultimo a morire”, al quarto Buva con “Quarantena” e, a pari merito al quinto, Ariete con “Spazio” e Elasi con “Campi Elasi.


Nella categoria disco assoluto, per il 2017 c’era stato un pari merito fra Brunori Sas con “A casa tutto bene” e Caparezza con “Prisoner 709”, per il 2018 aveva vinto Riccardo Sinigallia con “Ciao cuore”, per il 2019 Vinicio Capossela con “Ballate per uomini e bestie”.

La categoria per il disco d’esordio è stata introdotta per il 2018, quando aveva vinto Giuseppe Anastasi con “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo”, mentre per il 2019 si è affermato Fulminacci con “La vita veramente”.



Quest’anno il Forum ha voluto di nuovo andare alla ricerca delle migliori produzioni italiane dell’anno da poco trascorso, coinvolgendo giornalisti di ogni provenienza ed età, da quelli delle grandi testate cartacee alle webzine, dalle tv alle radio. Un così ampio e rappresentativo ventaglio di votanti ha permesso di avere un quadro attendibile delle preferenze del giornalismo e della critica musicale italiana più attenta sulla musica del nostro Paese.

Hanno votato per il referendum: Gio Alajmo (Spettacolo.it), Fabio Alcini (musictraks.com), Diego Alligatore (Smemoranda.it), Elisa Alloro (24emilia.com), Francesca Amodio (oaplus), Gabriele Antonucci (Panorama), Eugenio Arcidiacono (Famiglia Cristiana), Daniele Auricchio (Rai Italia), Giuditta Avellina (GQ), Roberta Balzotti (Tgr Rai), Giuseppe Barone (Controradio), Alberto Bazzurro (Musica Jazz), Antonio Belmonte (lascena.it), Guido Biondi (Fatto quotidiano), Diego Bocciardi (Mese), Giancarlo Bolther (Rock Impressions), Francesco Bommartini (L’Arena), Giorgio Bonomi (Goldsoundz.it), Valentina Brunelli (L’Isola che non c’era), Lia Buttari (musicorner.altervista.org), Chiara Callegari (Ciao Radio), Angela Calvini (Avvenire), Eulalia Cambria (RadUni Musica), Marco Camozzi (Circuito Marconi), Pier Andrea Canei (Internazionale), Simona Cantelmi (Vivi Bologna), Andrea Carpi (fingerpicking.net), Francesca Casale (Anni), Gianpaolo Castaldo (Radio Elettrica), Giuseppe Catani (Rockit.it), Matteo Cimatti (Radio Flyweb), Angiola Codacci Pisanelli (L’Espresso), Luca D’Ambrosio (Musicletter.it), Flaviano De Luca (Manifesto), Katia Del Savio (Indianamusicmag), Giuliano Delli Paoli (Corriere Del Mezzogiorno), Federico Durante (Billboard), Salvatore Esposito (Blogfoolk.it), Gabriele Fazio (Agi), Marco Fioravanti (Milanoreporter), Adriano Gasperetti (Agenzia Dire), Annamaria Ghedina (Lo Strillo), Paolo Gresta (theparallelvision.com), Carmen Guadalaxara (Il Tempo), Ambrosia J.S Imbornone (Rockerilla), Claudio Lancia (Ondarock.it), Luciano Lattanzi (mediaesipario.it), Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techetè), Michele Manzotti (La Nazione), Claudia Marchetti (Itacanotizie), Lucia Marchiò (Repubblica), Renato Marengo (Classic Rock), Marco Messineo (grandipalledifuoco.com), Francesca Milano (Sole 24 ore), Stefano Milioni (Globalist), Giorgio Moltisanti (Rolling Stone), Giommaria Monti (Carta bianca Rai3), Carlo Muscatello (Articolo 21), Chiara Orsetti (musictraks.com), Luca Paisiello (rockshock.it), Alessandra Paparelli (tuttorock.com), Nello Pappalardo (tecnicadellascuola.it), Piergiorgio Pardo (Billboard), Roberto Pavanello (La Stampa), Diego Perugini (mannaggiallamusica.it), Laura Pescatori ( Rebel Girl Radio Onda d'Urto), Ornella Petrucci (opsblognews.it), Andrea Picciafuoco (rockandmore.net), Alex Pierro (JamTv), Timisoara Pinto (Rai Gr), Giovanni Pirri (Allinfo.it), Dario Pizzetti (Radio Città Aperta), Andrea Podestà (L’Isola che non c’era), Stefano Pozzovivo (Radio Subasio), Paolo Prato (Portale della canzone italiana), Stefano Bizarre Quario (Blowup), Antonio Ranalli (musicalnews.com), Elena Raugei (sentireascoltare), Pasquale Rinaldis (Fatto quotidiano), Alessia Roversi (La Provincia di Como), Patrizio Ruviglioni (Rolling Stone), Riccardo Santangelo (Ginger Magazine), Annalisa Scarsellini (Intimità), Enrico Schleifer ((RadUni Musica), Alessandro Sgritta (Radio Città Aperta), Francesco Spadafora (Radio Salentina), Ivana Stjepanovic (The Front Row), Marcella Sullo (Rai Gr), Egle Taccia (nonsensemag.it), Paolo Talanca (Fatto quotidiano), Fiorella Tarantino (Indygesto), Gianluca Taverniti (rockandmore.net), Andrea Trevaini (Buscadero), Andrea Umbrello (ultimavoce.it), Barbara Urizzi (Radio Capodistria), Gianluca Valentini (Inchiesta Edizioni Dedalo), Gianluca Verga (Radio Svizzera Italiana), Enrico Veronese (Chioggia Azzurra), Rossella Vetrano (Radio Leila), John Vignola (Radio Rai1), Vito Vita (Vinile), Marcello Zinno (rockgarage.it), Giorgio Zito (Radio Gold), Donato Zoppo (Radio Città Benevento).



IL FORUM

Il Forum del giornalismo musicale è stato ideato da Giordano Sangiorgi ed è diretto da Enrico Deregibus. Ha visto sino ad ora cinque edizioni a Faenza ed una speciale a Roma, ospitando numerose iniziative: tavoli di lavoro, assemblee, lezioni, corsi di aggiornamento, incontri con figure professionali. Sono stati coinvolti sino ad oggi oltre 250 giornalisti, da quelli delle grandi testate a quelli delle webzine, sino alle radio e tv. Una occasione unica per affrontare da molti punti di vista i temi centrali del giornalismo musicale di oggi: il rischio di estinzione, il nuovo ruolo, la carenza di spazi, l'interazione fra media diversi e molto altro. La prossima edizione è in programma il 2 e 3 ottobre a Faenza.



L’AGIMP

L’Agimp (Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari) nasce da un'idea lanciata durante il Forum del Giornalismo Musicale. Attualmente è rappresentata da un direttivo (formato da Fabio Alcini, Simona Cantelmi, Luciano Lattanzi, Michele Manzotti, Alex Pierro), eletto durante il Forum 2018, che sta preparando un regolamento attuativo dello statuto già approvato, consolidando così le basi dell’associazione. In questo momento la mailing list dell’Agimp raccoglie più di cento indirizzi che riceveranno notizie più dettagliate nei prossimi mesi. L’associazione ha eletto la sua sede a Faenza, con il Mei a curarne la segreteria tecnico-organizzativa. Informazioni e statuto possono essere richiesti all'indirizzo mail associazioneagimp@gmail.com, che serve anche per le richieste d'adesione.



IL MEI – MEETING ETICHETTE INDIPENDENTI

Il MEI nasce a Faenza nel 1995 ed è la più importante manifestazione dedicata alla scena musicale indipendente ed emergente italiana. Un milione di presenze complessive, 10 mila tra artisti e band, 5 mila stand, 1000 convegni, migliaia di iniziative collaterali. Dopo il successo della 25a edizione, il Mei si conferma una delle più grande piattaforme di scouting italiane, come dimostrato dal fatto che quasi metà degli artisti del Festival di Sanremo 2020 hanno mosso i primi passi e ricevuto i primi riconoscimenti proprio al MEI. La 26a edizione è prevista dal 1° al 3 ottobre.

lunedì 8 febbraio 2021

Alla Palazzina delle Arti a La Spezia apre la mostra "Kebek", di Marzio Villa


 LA SPEZIA- La mostra fotografica KebeK di Marzio Villa, da me curata, finalmente dopo quasi un anno di attesa, vede la luce: i musei, infatti,  hanno chiuso ai primi di marzo 2020 durante il lock down, esattamente quando dovevamo inaugurarla. Come sapete, da questa settimana i musei possono riaprire al pubblico e quindi con grande gioia, ci siamo rimessi al lavoro per accogliervi in tutta sicurezza!


Vi aspettiamo alla Palazzina delle Arti della Spezia in via Prione dal 9 febbraio al 5 marzo. Nel link al comunicato pubblicato sul sito del Comune troverete tutte le indicazioni per raggiungerci, i giorni e gli orari di apertura: non occorre prenotarsi ma la presenza sarà contingentata (10 persone alla volta). 

Un ringraziamento sentito all'autore Marzio Villa, al Comune della Spezia, alla Delegazione del Quebec, alla mia Università, ai conservatori museali, al nostro sponsor Natural Code, all'Accademia Alma Artis.  

http://www.comune.laspezia.it/Comunichiamo/UfficioStampa/news/-kebk--Lepage-ritratti-e-ambienti-Mostra-fotografica-di-Marzio-Emilio-Villa-A-cura-di-Anna-Maria-Monteverdi/

(Anna Maria Monteverdi)

venerdì 5 febbraio 2021

Radio Il Discobolo ricorda Isa Bellini

 


Ci ha lasciato oggi, venerdì 5 febbraio, Isa Bellini.

Attrice, cantante, doppiatrice, conduttrice radiofonica, Isabella Calò (questo il suo vero nome) aveva 98 anni ed era nata a Mantova il 19 giugno 1922. 

Radio Il Discobolo la omaggerà riproponendo "Gran Gala", con Simone Calomino, nostro programma di qualche anno fa, che andrà in onda:

- sabato 6 alle 14:30 (prima parte)

- domenica 7 alle 21 (seconda parte)

- lunedì 8 alle 10 (terza parte)

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martedì 2 febbraio 2021

Maratona musicale per Patrick Zaki organizzata da Amnesty International Italia MEi




Dodici ore di musica per la liberazione di Patrick Zaki: sarà una fitta giornata quella dell’8 febbraio per “Voci X Patrick – Maratona musicale per chiedere la liberazione di Patrick Zaki”, un evento in streaming, dalle 12 alle 24, promosso da Amnesty International Italia, MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e Voci per la libertà.

Oltre 140 sono state le adesioni da parte di artisti delle più svariate sfaccettature musicali per un appuntamento che si preannuncia come la più grande mobilitazione musicale dedicata allo lo studente egiziano dell’Università di Bologna, che è detenuto in carcere come prigioniero di coscienza a causa del suo lavoro per i diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.

Tra i nomi noti che parteciperanno all’iniziativa ci saranno Roy Paci, Marina Rei, Grazia di Michele, Pierpaolo Capovilla, Alberto Fortis, Pippo Pollina, Valerio Piccolo e Pino Pecorelli, Lorenzo Lavia e Arianna Mattioli, la Med Free Orkestra, il Parto delle Nuvole Pesanti, Stefano Saletti con Barbara Eramo e Banda Ikona, Maurizio Capone & BangtBungt, Ivan Segreto e tantissimi altri.

Nella maratona musicale, che verrà trasmessa in streaming su numerosi canali grazie a molteplici partner, le performance musicali si alterneranno con interventi degli organizzatori, di giornalisti, attori, istituzioni e amici di Patrick.


Tra le partnership: Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Progetto GEMMA Università di Bologna (al quale lavorava Patrick Zaki), il Comune di Bologna, Free Patrick Zaki (contest di Poster For Tomorrow), la Fondazione Lelio Luttazzi, il Movimento Napoli Capitale, la Scuola di Musica Popolare di Donna Olimpia di Roma; tra i media partner: Radio Popolare, Musplan, Effe Radio, Indieffusione, Noise Symphony, Fly Web Radio, Classic Rock on Air, Radio Elettrica, Indieland e altri ancora.


Ben 12 ore di maratona che vedranno numerosi presentatori alternarsi alla conduzione, sui canali social di Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty, MEI Meeting degli Indipendenti, Amnesty International Italia e di tutti coloro che vorranno condividere.



Questi i link diretti dello streaming:

Facebook - www.facebook.com/564528913596212/posts/3604479502934456/

YouTube - www.youtube.com/watch?v=ujKJoGG829A&ab_channel=VociperlaLibert%C3%A0AssociazioneCulturale



Dicono i promotori: “Crediamo che Patrick Zaki sia un prigioniero di coscienza, detenuto esclusivamente per il suo lavoro per i diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. Dedichiamo questa iniziativa a tutti i prigionieri di coscienza che sono stati rapiti, torturati, scomparsi e detenuti illegalmente. E a tutte quelle giovani donne e uomini che viaggiano per il mondo per studiare, ricercare, condividere e costruire una società migliore.”


Cronologia degli eventi

Il 7 febbraio 2020 Patrick Zaki, studente del Master in Studi di genere dell'Università "Alma Mater" di Bologna, è stato fermato all’aeroporto del Cairo, la capitale dell'Egitto.

Dopo diverse ore di sparizione forzata, è ricomparso il giorno dopo di fronte alla Procura della città di Mansura, dove è stato convalidato l’arresto, sulla base di un mandato di cattura contenente le accuse di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo.

Dopo estenuanti rinvii, le prime due udienze del processo si sono tenute solo a luglio. Nella seconda, il 26 di quel mese, Patrick Zaki ha potuto vedere per la prima volta i suoi avvocati dal 7 marzo. In quell’occasione è apparso visibilmente dimagrito. Il 25 agosto, sempre per la prima volta da marzo, ha potuto avere un breve incontro con sua madre. Il 7 dicembre il giudice della terza sezione del tribunale antiterrorismo del tribunale del Cairo ha annunciato il rinnovo per 45 giorni della custodia cautelare.

Dopo una prima fase di cinque mesi di rinnovi quindicinali ritardati dall’emergenza Covid, per Patrick Zaki è iniziata quella dei prolungamenti di 45 giorni che può protrarsi fino a un tempo massimo di due anni, come previsto dalla legge egiziana. Le accuse a suo carico sono basate su dieci post di un account Facebook che i suoi legali considerano fake, a differenza dei procuratori, ma che hanno configurato i reati di diffusione di notizie false, incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e ai crimini terroristici. Reati che gli fanno rischiare fino a 25 anni di carcere. “L’obiettivo della detenzione preventiva prolungata è di consegnare un prigioniero all’oblio. Per questo, è fondamentale che in vista dell’udienza di sabato prossimo, e di quelle che eventualmente seguiranno, non si disperdano l’entusiasmo, l’emozione e la solidarietà dell’ultimo mese e che ognuno continui a fare la sua parte”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Il 19 dicembre Patrick Zaki ha potuto incontrare nuovamente la madre nel carcere di Tora. Le ha detto queste parole: “Sono fisicamente e mentalmente esausto, non ne posso più di stare qui e mi deprimo a ogni tappa dell’anno accademico mentre sono qui invece che con i miei amici a Bologna”.

In questi mesi la famiglia aveva ricevuto da Patrick Zaki solo due brevi lettere a fronte delle almeno 20 che aveva scritto e inviato.


Ulteriori informazioni su www.vociperlaliberta.it


lunedì 1 febbraio 2021

Radio Il Discobolo partecipa al World Radio Day il 13 febbraio



Vi informiamo che quest'anno Radio Il Discobolo parteciperà, con un contributo, al World Radio Day. 
Per noi è una grandissima soddisfazione, della quale volevamo rendervi partecipi.
Di seguito, il comunicato stampa ufficiale. 

Il 13 febbraio è la giornata mondiale della Radio, istituita nel 2011 dall’UNESCO. Quest’anno, per la decima edizione del World Radio Day, celebriamo insieme la Radio con un grande evento online organizzato da Radiospeaker.it.

In cosa consiste l’evento? 
Il World Radio Day, organizzato da Radiospeaker.it, la più grande community radiofonica italiana, si svolgerà in diretta streaming a partire dalle ore 10:00 alle ore 18:00. L’evento vedrà l’alternarsi dei protagonisti delle radio Nazionali, Locali, Web ed Universitarie.


Di cosa si parlerà nell’edizione 2021 del World Radio Day?

L’UNESCO per il 2021 ha scelto 3 macro-temi da affrontare nel World Radio Day
EVOLUTION: Il mondo cambia, la radio evolve. Questo sotto-tema si riferisce alla resilienza della radio, alla sua sostenibilità e alla sua continua evoluzione con il passare del tempo e delle tecnologie.


INNOVATION: Il mondo cambia, la radio si adatta e innova. La radio ha dovuto adattarsi alle nuove tecnologie per rimanere il mezzo di riferimento della mobilità, accessibile ovunque e per tutti.


CONNECTION: Il mondo cambia, la radio si collega. Questo sotto-tema mette in evidenza i servizi radiofonici alla nostra società: disastri naturali, crisi socioeconomiche, epidemie, ecc.


Chi saranno gli ospiti del World Radio Day 2021?

Numerosi esperti e professionisti della radio si alterneranno durante il World Radio Day in brevi interviste per parlare e discutere dei temi stabiliti.


Tra i tanti ospiti dell’evento Andrea Delogu ed Ema Stockholma di Rai Radio2, Albertino di Radio m2o, Marco Mazzoli di Radio 105, Alvin e Fernando Proce di R101, Federica Gentile e Angelo Baiguini di RTL 102.5, Rosaria Renna di Radio Monte Carlo, DJ Ringo di Virgin Radio, Paoletta di Radio Italia, Daria Bignardi di Radio Capital, Claudio Guerrini e Giuditta Arecco di RDS, Pippo Pelo di Radio Kiss Kiss.


Dove si svolge?

Il World Radio Day potrà essere seguito Sabato 13 Febbraio 2021 in diretta streaming in contemporanea su tutti i canali social di Radiospeaker.it e sul sito ufficiale www.worldradioday.it.

La lista completa degli ospiti in continuo aggiornamento e tutte le info sono su www.worldradioday.it.



Paolo Pietrangeli presenta il nuovo album alla ‘Fiera delle parole’ di Padova




Paolo Pietrangeli, personaggio di riferimento per la musica e la cultura in Italia, ha da poco pubblicato un nuovo album, “Amore amore amore, amore un c….” (Bravo Records/Ala Bianca), che esula in parte dai temi più sociali e politici che ha spesso toccato per trattare invece d’amore e rapporti di coppia.

Il disco verrà presentato online mercoledì 3 febbraio alle 19 nell’ambito di un importante festival letterario come la Fiera delle parole di Padova. Pietrangeli sarà intervistato da Enrico Deregibus e Davide Antonio Pio. Si potrà seguire l’incontro sulla pagina facebook e sul canale YouTube de "La Fiera delle Parole".



Dal 1968 è considerato il cantore dei rapporti politici e sociali, quello di “Contessa”, “Valle Giulia” e tante altre, ma Paolo Pietrangeli con questo nuovo disco ci fa scoprire un’altra faccia della sua poetica, anche se il titolo chiarisce che all’interno non manca l’inconfondibile, aguzza ironia dell’artista romano, così come il suo lucido sguardo al mondo intorno.

L’album, che è pubblicato in digitale e in vinile, si può ascoltare su varie piattaforme: https://pietrangeli.lnk.to/amoreamoreun

In tutto tredici canzoni, delle quali tre inedite, tra cui la traccia che ha dato lo spunto per il titolo dell’album, “Amore un cazzo”. Del brano è disponibile un video, di Chiara Rigione, disponibile all’indirizzo https://youtu.be/7doqH3lbpU4 . Il lavoro e che è stato designato migliore video musicale italiano del 2020 dalla testata specializzata Indie-eye.


Paolo Pietrangeli è una figura importante per la cultura e lo spettacolo in Italia non solo come cantautore, ma anche come regista cinematografico e poi televisivo (uno dei più apprezzati degli ultimi decenni) e recentemente anche come scrittore. Nella sua ormai lunga storia è stato anche aiuto regista di mostri sacri come Luchino Visconti, Federico Fellini, Mauro Bolognini.

Sono tante le cose che ha da raccontare. Per questo tra una traccia e l’altra dell’album, Pietrangeli infila ricordi e aneddoti su se stesso e i suoi 75 anni, sulla sua gioventù, sul rapporto conflittuale con suo padre, Antonio Pietrangeli, talentuoso regista, su com’è nata “Contessa”, sulla Roma di Visconti e Fellini. In sintesi, racconta tutto ciò che ha formato la sua poetica fatta di ironia (“Amore un cazzo”), giochi di parole (“La merendera”) e metafore. Storie e filastrocche divertenti (“Lo stracchino”), ma anche intrise di melodia ed emozione (“Le sirene”, “Circonferenza”).

L’album è pubblicato su label Bravo Records/Ala Bianca, con distribuzione Warner. E contiene anche un cadeau: nella terza di copertina si trova infatti un QR Code che - scansionato con fotocamera dello smartphone - porta all’ascolto in streaming e al download di un concerto di Pietrangeli al Teatro Parioli di Roma nel 1995.

Nuova trasmissione: "Tavolozza", a cura di Enzo Giannelli

 A partire da lunedì 1° febbraio ritorna, sulle frequenze di Radio Il Discobolo, Enzo Giannelli, con la seconda edizione della sua Tavolozza Musicale. Enzo ci terrà compagnia fino a maggio. 

Vi aspettiamo!

La trasmissione andrà in onda: 

- lunedì alle 14:30
- martedì alle 21 
- mercoledì alle 18
- giovedì alle 10

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giovedì 7 gennaio 2021

Massimo Baldino ricorda Riccardo Cioni




Improvvisamente questa giornata è divenuta tristissima e cupa. Più cupa del cielo e dei tempi che tutti noi stiamo vivendo da troppo tempo a questa parte, direi.
E allora prima delle cose politiche, prima di tutte le altre cose di lavoro, prima di tutto, voglio ricordare una persona alla quale, pur non essendone particolarmente amico, ero molto legato.
Si chiama, anzi si chiamava Riccardo Cioni e fu uno dei miei primi colleghi di radio quando per la prima volta una grande struttura radiofonica mi permise di far diventare la mia passione un lavoro.
Qualcosa per intenderci che mi permetteva di fare unicamente quello. E di farlo peraltro a dirla tutta molto ben pagato.
Quando quella radio mi assunse lui era già un mito. E i soldi che io guadagnavo in un mese lui li prendeva nei locali italiani per una serata . “Lui” per tutti noi ragazzi degli anni settanta e ottanta era “Il Cioni”. Quello che in radio lavorava unicamente portando le sue cassette fatte nello studio sotto casa sua, ma tutti pensavano fosse in diretta. Tra il mito e la leggenda. Un po’ come il famoso “Lupo Solitario” protagonista del film “American Graffiti”.

Perchè lavorava solo registrato? Semplicemente perché mai avrebbe potuto permettersi di trovare il tempo di fare radio tutti i giorni, visto tutto ciò che di altro faceva: serate, dischi, ospitate in TV.
Eppure mai nessuno più di Riccardo marchiò quegli anni e quella importante emittente interregionale che fu Radio Quattro.
Perché Radio Quattro era la radio che si ascoltava in mezza Italia, era la radio che per prima aveva introdotto il concetto di “professionismo radiofonico” nella jungla della radiofonica privata...
Ma soprattutto Radio Quattro era la radio dove si ascoltava “il Cioni”! 

E quando io, dopo anni di dilettantismo nelle varie emittenti locali, nel 1981 lasciai Spezia per “lavorare in radio”, diventai, specie qui, nella mia città per anni, non già Massimo Baldino di Radio Quattro… ma Massimo quello che lavora “col Cioni”.
E se io oggi non lo dicessi, sarei uno dei tanti sciocchi vanesi e tromboni che raccontano la loro vita immaginandone in realtà un’altra.


"Il Cioni" qui alla Spezia era quello che faceva radunare i ragazzi in Litoranea nelle giornate in cui magari il segnale di radio Quattro non arrivava abbastanza forte.
Per me, che in realtà avevo gusti musicali molto diversi da quelli di Riccardo, invece “il Cioni” era più semplicemente una testimonianza da esibire, soprattutto a me stesso, oltre che a tutti i soliti “benpensanti” che per anni, quando facevo notte nelle radio locali, mi apostrofavano con i loro rassegnati “vae a lavorae”. Come se nella vita sognare e immaginare di realizzare le proprie passioni qui alla Spezia non fosse possibile. Neppure a vent’anni.


Riccardo fu per anni anche il collega al quale io passavo la linea quando i miei direttori mi collocarono (e devo dire loro grazie) proprio prima della sua seguitissima trasmissione, che andava in onda se ben ricordo alle ore 19.
 E io, da “burlone e svergognato rompicoglioni” che già allora ero, ricordo che gli mettevo in onda le cassette… ogni volta prendendolo benevolmente per il sedere... una volta chiamando un esorcista che lo liberasse dal demonio, un’altra facendolo introdurre da una sconsolata massaia di Poggio a Caiano che si disperava perché voleva Claudio Villa, o ancora da un Vigile urbano che faceva irruzione in radio chiedendo di chi fosse la Mercedes nuova fiammante che bloccava la strada proprio li davanti agli studi.
"E di chi vuole che sia ? Rispondevo io... Qui siamo tutti poveri in canna tranne uno! Sarà ovviamente quella “del Cioni”. Sempre quella del Cioni!"... col vigile sempre più rassegnato e impotente!
Lui spesso ascoltava. Rideva. Commentava… Un paio di volte ci si mise persino d’accordo per fare iniziare la sua cassettina con due frasi che si riagganciassero alla gag introduttiva…

Credo gli piacessero quelle mie estemporanee “smitizzazioni” del suo personaggio, perché diceva che lo facevano sentire qualcosa di unico con la radio e non qualcosa che si inseriva , come un corpo esterno.
Perché Riccardo era una persona molto intelligente. Altrimenti non sarebbe riuscito a divenire quello che è stato. Quello che tutti oggi i radiofonici ricordano, che ha attraversato le mode che (si sa) nel mondo dello spettacolo corrodono più del vetriolo. 

Aveva 66 anni, Riccardo, ma lavorava ancora... anche se il Covid ce l’aveva sottratto dai locali insieme alla sua musica.
L’ultima volta ci eravamo scritti la scorsa estate, quando avevo condiviso con lui una mia trasmissione stiva realizzata per una emittente radiofonica straniera.

Poi il Covid, il ricovero, le dimissioni e l’intenzione di organizzare addirittura, passata la tempesta, un evento per ricordare tutte le vittime e ringraziare tutto il personale sanitario impegnato in prima linea contro la malattia.
Purtoppo a quell’evento, che io spero si possa , anzi credo si debba ancora fare (anche per Riccardo) lui non potrà più esserci. Mi piacerebbe dirgli ora, se magari mi ascolta: "Riccardo, mettiamo in onda una delle tue cassettine, come facevamo un tempo a Radio Quattro. Te la introduco io prendendoti in giro, ancora oggi come un tempo". 

Sono certo che da lassù sorriderai. Lo sai che so essere terribile… se mi ci metto!

Ciao mio “non amico”.
Ti voglio comunque tanto bene.
Baldino.

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