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sabato 31 ottobre 2015

Gran Galà... con Isa Barzizza

La nuova settimana di Radio Il Discobolo inizia domani, domenica 1° novembre. Tra gli appuntamenti, oggi vogliamo presentarvi il Gran Galà, condotto da Simone Calomino, che questa settimana è dedicato a Isa Barzizza.




Potete ascoltarlo:
-domani alle 18:00
- venerdì 6 alle 14:30

Isa Barzizza (tratta da ildiscobolo.net)
Figlia del direttore d'orchestra Pippo Barzizza, Isa ha iniziato giovanissima la carriera teatrale, prendendo parte ad alcuni spettacoli di prosa con Ruggero Ruggeri, Elsa Merlini ed Eduardo De Filippo. Il vero grande lancio nel mondo del teatro le fu dato da Erminio Macario che a diciassette anni la volle in due sue riviste: "Le educande di San Babila" (1947) e "Follie di Amleto" (1947-48).

Inizialmente il padre è contrario alla sua decisione di intraprendere la carriera artistica, ma si lascia convincere, a patto che la ragazza si faccia seguire da una governante.
Carina, col suo corpo splendido e la sua delicata ironia, la Barzizza divenne presto la beniamina del teatro leggero del dopoguerra italiano.

L'altro suo “padrino” teatrale, dopo Macario, fu Totò, cui fece da partner anche nel cinema, e con cui recitò in teatro in "C'era una volta il mondo" (1947-48) di Michele Galdieri accanto ad Elena Giusti e in "Bada che ti mangio" (1948-49) accanto a Mario Riva e Diana Dei.
Totò le insegnò i tempi comici, il contatto col pubblico, come muoversi sul palcoscenico, insomma tutti i segreti del mestiere.
Nella rivista Bada che ti mangio la Barzizza e Totò erano i protagonisti dell'indimenticabile sketch del “vagone letto” (che concludeva anche il film "Totò a colori" del 1952. L'attrice ricordò che la prima volta che venne rappresentato questo sketch durava sette minuti mentre, solo dopo alcuni mesi di tournée, le esilaranti improvvisazioni del comico napoletano lo avevano portato a durare ben cinquanta minuti.

Presto la Barzizza si affermò anche sullo schermo.
Interpretò infatti oltre trenta film, il primo dei quali fu "I due orfanelli"(1947) di Mario Mattoli, spesso al fianco dei comici di rivista che l'avevano lanciata sulla passerella (Totò, Macario, Carlo Dapporto), ma non c'è stato alcun titolo che la metta in evidenza, meno in "Gran varietà" (1953), dove canta un blues con un vestito nero di raso con lo spacco.

Nella stagione 1951-52 venne scoperta da Garinei e Giovannini che esaltarono la sua grande bellezza e il suo spigliato senso dell'umorismo nella rivista "Gran baldoria", grandissimo successo che portava le bellissime musiche di Gorni Kramer.
Negli stessi anni affrontò anche il teatro di prosa recitando lo Shakespeare di "Le dodicesima notte" diretta da Renato Castellani e apparendo poi spesso nel teatro brillante allestito per la TV.

Il 3 gennaio 1954, giorno d'inizio dei programmi ufficiali della televisione italiana, la RAI trasmise l'atto unico di Carlo Goldoni "Osteria della posta", che vedeva la Barzizza protagonista.

Nel 1955-56 ha interpretato la commedia musicale "Valentina", di Marchesi e Metz, con Isa Pola, Enrico Viarisio e Franco Scandurra, storia d'amore di due fidanzati che fanno un salto in avanti nel tempo.

Nel 1957 l'attrice lasciò il teatro per motivi familiari.



Attorno agli anni '60 fondò la Citiemme, una società di doppiaggio, dedicandosi a questa attività sia come imprenditrice sia come direzione artistica.

Tornò a teatro nei primi anni '90, interpretando numerose commedie, tra le quali ricordiamo "La pulce nell'orecchio" di George Feydeau con la regia di Gigi Proietti, "Arsenico e vecchi merletti" di Joseph Otto Kesserling con la regia di Mario Monicelli, "Gigi di Sidonie-Gabrielle Colette" per la regia di Filippo Crivelli.

Nell'estate del 1995 ha partecipato al Festival di Spoleto con L'ultimo yankee di Arthur Miller, con la regia di John Crowther.


Nel 1999 accanto alla grandissima Lauretta Masiero è stata sublime ne "Le sorelle Materassi" di Aldo Palazzeschi, confermando come sempre il suo grande stile e la sua inconfondibile bravura.

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